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Sanità siciliana al collasso, Musolino (IV): “Inaccettabile il dossier secretato sulle emergenze. La politica nasconde la testa sotto la sabbia mentre i cittadini rinunciano a curarsi”

- 05/03/2026
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Messina, 5 marzo 2026 – Un dossier tenuto nascosto per celare ai cittadini le reali e drammatiche condizioni in cui versa il sistema sanitario siciliano, mentre i laboratori privati chiudono i battenti e le liste d’attesa nel pubblico condannano i pazienti a rinunciare alle cure. È una denuncia durissima quella della Senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino, che interviene senza mezzi termini questa mattina ai microfoni di Radio Taormina News24 sulla gravissima crisi che sta travolgendo il diritto alla salute nell’Isola.

“La sanità in Sicilia attraversa una stagione buia e di crisi dalla quale non sembra che ci sia la volontà politica di farla emergere,” ha detto la Senatrice Musolino. L’attenzione è puntata soprattutto sulla mancanza di trasparenza del governo regionale: “Nei giorni scorsi abbiamo visto che c’è un dossier secretato sulle emergenze della sanità che la politica vuole tenere nascosto e che però tuttavia è trapelato e che dimostra che ci sono gravi inefficienze e gravi mancanze.”

Una situazione già esplosiva, aggravata dal taglio ai rimborsi per le strutture convenzionate che di fatto paralizza la medicina sul territorio. “Rilevante anche la questione dei laboratori di analisi. Una vicenda che parte già dall’anno scorso, quando il ministro Schillaci aveva fatto una modifica delle tariffe del tariffario convenzionato. Era una modifica al ribasso,” prosegue Musolino. “Esaurito il budget, che è stato ridotto, i laboratori sono costretti a dire ai cittadini: a questo punto o mi paghi tu per intero la prestazione o io non la posso fare altrimenti rischio il fallimento, rivolgiti alla sanità pubblica.”

Il riversamento dei pazienti verso gli ospedali pubblici si scontra però con una realtà insostenibile. “La sanità pubblica per fare gli stessi esami ha tempi di attesa che sono inaccettabili. Una donna, ad esempio, per fare un Pap test, non può aspettare due anni.”

Il risultato di questa gestione fallimentare, sottolinea la parlamentare, si misura letteralmente sulla pelle e sulla vita dei siciliani. “C’è chi può permettersi di pagarli, c’è chi non se lo può permettere e semplicemente rinuncia alle cure. Un comportamento che va ad incrementare quello rappresentato dai 3,5 milioni di italiani che rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono così lunghe da non potere accedere agli esami anche per la prevenzione. Scarsa o omessa prevenzione significa andare incontro più facilmente a patologie. In tutto questo ricordo che l’aspettativa di vita al Sud è ridotta di 3 anni rispetto ai cittadini del Nord proprio a causa del sistema sanitario e della sua incapacità di dare prevenzione e cure.” Lo dichiara la Senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.

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