

Il piano di sbaraccamento subisce una frenata. Tra ricalcoli censuari e rimpalli di responsabilità all’ex Lavatoio, i tempi per la nuova viabilità si allungano verso l’estate.Il cantiere per l’abbattimento delle baracche di via Ennio Quinto si ferma. Quello che doveva essere l’ultimo, rapido ostacolo prima di far cadere il diaframma che divide la viabilità tra via Taormina e la nuova via Don Blasco, si è rivelato uno snodo decisamente più complesso del previsto. L’operazione di demolizione slitta infatti di almeno un mese a causa di una scoperta inaspettata: il secondo lotto di abitazioni da liberare non conta sette baracche, bensì diciassette.Il “censimento lampo” di ArismeL’illusione che il percorso procedesse senza intoppi era maturata dopo il recente trasferimento delle prime tre famiglie, le cui chiavi per i nuovi alloggi di via Aldo Celi erano state consegnate a luglio. Tuttavia, dagli ultimi rilievi effettuati da Arisme con il supporto della Polizia Municipale, è emerso un ulteriore blocco di dieci nuclei familiari addossati alla struttura originaria.Di fronte a questi numeri, le macchine operatrici sono state bloccate. Arisme ha immediatamente avviato un censimento lampo per esaminare caso per caso la posizione delle nuove famiglie individuate, tra le quali figurerebbero anche persone centenarie e con disabilità. Il nodo da sciogliere è normativo: occorre verificare se questi cittadini abbiano maturato il diritto all’assegnazione, accertando la loro presenza nella baraccopoli prima della data spartiacque del 2018, oppure se si tratti di occupazioni abusive.Deroghe e nuovo cronoprogrammaSe i requisiti standard non dovessero essere soddisfatti per tutti, l’unica soluzione per evitare uno stallo prolungato sarà l’intervento del subcommissario Santi Trovato, il quale detiene i poteri per agire in deroga alle disposizioni vigenti in caso di necessità.
L’unica certezza, al momento, è che la tabella di marcia andrà inevitabilmente riscritta. L’iter richiederà la valutazione delle singole posizioni, la scelta e l’assegnazione delle nuove abitazioni, il tempo materiale per il trasferimento dei mobili e, infine, le pratiche per l’interruzione delle utenze. Un percorso che richiederà un minimo di due mesi, spostando il traguardo dei lavori ad aprile nella più ottimistica delle previsioni, o più realisticamente a ridosso dell’estate.
L’impasse all’ex LavatoioParallelamente, il fronte del risanamento cittadino registra ritardi anche nell’area dell’ex Lavatoio, dove le demolizioni sono al palo. In questo caso, l’ufficio del commissario ha rivolto un richiamo formale al Comune. Sebbene l’impresa Cericola abbia da tempo allestito il cantiere, le operazioni sono bloccate perché Messina Servizi Bene Comune, nonostante i numerosi solleciti, non ha ancora provveduto a rimuovere i rifiuti accumulati nella zona. Un passaggio di bonifica preliminare senza il quale le ruspe non possono entrare in azione.








