
ROMA – L’onda d’urto dell’attacco congiunto sferrato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran supera rapidamente i confini mediorientali, innescando una reazione a catena che investe le capitali europee e i palazzi della diplomazia internazionale. L’Italia, di fronte a un’escalation in rapido mutamento, si muove su un doppio binario strategico: mettere in sicurezza i connazionali all’estero e blindare gli obiettivi sensibili sul territorio nazionale.
Il Governo italiano è in stato di massima allerta. Questa mattina alle 10:30, il ministro degli Esteri Antonio Tajani presiede un vertice cruciale dell’Unità di Crisi della Farnesina. Sul tavolo, l’analisi degli sviluppi operativi e una priorità assoluta: l’incolumità dei cittadini italiani presenti nel quadrante mediorientale. Per avere un quadro aggiornato in tempo reale, il vertice prevede una videoconferenza con tutti gli ambasciatori italiani dislocati nella regione. La gravità delle ore che stiamo vivendo ha spinto il vicepremier ad annullare la sua prevista partecipazione a un evento di Forza Italia a Viterbo, dedicandosi totalmente alla gestione della crisi.
La tensione internazionale si riflette direttamente sulla sicurezza interna. Al Viminale, dopo una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha disposto un potenziamento immediato e capillare dei dispositivi di protezione su tutti gli obiettivi sensibili. I riflettori sono puntati, in particolare, sulle strutture statunitensi e israeliane presenti in Italia.
L’epicentro di questa stretta sulla sicurezza è la base Usaf di Aviano (Pordenone), snodo nevralgico per le operazioni aeree in Europa e nel Mediterraneo. All’aeroporto “Pagliano e Gori”, sede del 31st Fighter Wing, il livello di allerta ufficiale resta fermo a “Bravo plus”, ma i controlli sul campo sono diventati estremamente rigorosi. Il prefetto di Pordenone, Michele Lastella, ha attivato una rete di mappatura e monitoraggio costante in sinergia con i Comuni limitrofi, moltiplicando le pattuglie delle forze dell’ordine a presidio delle aree esterne all’installazione militare. Proprio in queste ore febbrili, un fuoriprogramma ha interessato la zona sud della base: è stata rinvenuta una bomba inesplosa da 100 libbre risalente alla Seconda Guerra Mondiale. L’ordigno sarà disinnescato nei prossimi giorni dagli artificieri del 3° Reggimento Guastatori.
Mentre sul fronte militare l’attenzione resta altissima, si infiamma anche la trincea diplomatica. Il dossier sul nucleare iraniano torna prepotentemente al centro dello scontro all’Onu. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha annunciato per domani, lunedì, una sessione speciale del Consiglio dei Governatori. Il vertice d’urgenza, che precederà una sessione ordinaria già in calendario tra i 35 Paesi membri, è stato convocato su esplicita richiesta di Teheran e della sua storica alleata, la Russia. La missione iraniana presso l’Onu ha già indirizzato una lettera al direttore dell’Aiea, Raphael Grossi, chiedendo che il Consiglio esamini immediatamente quelli che definisce “atti riprovevoli degli aggressori contro il programma nucleare pacifico dell’Iran”, e condanni fermamente le minacce e le accuse mosse da asse Washington-Tel Aviv.








