
Il governatore calabrese ricorda le 94 vittime del naufragio e richiama le istituzioni europee alle proprie responsabilità. Il plauso ai sindaci in prima linea: “Salvare le vite in mare e colpire i mercanti di morte”.

Il ricordo di quella notte di fine febbraio del 2023 sulle spiagge del crotonese è una ferita che non accenna a rimarginarsi. A tre anni dal naufragio di Steccato di Cutro, in cui persero la vita 94 migranti, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, interviene con una nota ufficiale che unisce il cordoglio per le vittime a una ferma rivendicazione politica sulla gestione dei flussi migratori.
L’omaggio al territorio e ai sindaci
Nelle parole del governatore c’è innanzitutto il riconoscimento per la “dignità e l’umanità” dimostrate dal territorio. Occhiuto elogia la solidarietà concreta offerta fin dalle prime, drammatiche ore della tragedia, sottolineando come l’impegno dei sindaci e delle comunità locali sia stato determinante. Un ruolo di prima linea che non si è esaurito con l’emergenza di Cutro, ma che si è confermato essenziale anche nella gestione dei complessi sbarchi successivi, garantendo sempre assistenza e supporto a chi arriva dal mare.
La richiesta di soluzioni strutturali
Tuttavia, il terzo anniversario della strage impone alla politica un salto di qualità. “È indispensabile un’analisi lucida e responsabile affinché simili eventi non si ripetano”, avverte il presidente, spronando le istituzioni a ogni livello a superare la fase della mera commozione. La ricetta indicata dalla Cittadella regionale punta su soluzioni strutturali e su una cooperazione internazionale solida. L’obiettivo deve essere duplice: governare i flussi in condizioni di sicurezza e incidere concretamente sullo sviluppo e sulla stabilità dei Paesi di origine.
Salvataggi in mare e lotta agli scafisti

Un delicato equilibrio dell’azione nel Mediterraneo, definito chiaramente come un bacino che “non può essere il cimitero dei migranti“. La linea della Regione Calabria si muove su un doppio binario imprescindibile: da un lato l’imperativo morale e umanitario secondo cui “in mare ogni vita va salvata“, dall’altro la necessità di combattere con la massima determinazione gli scafisti, bollati senza mezzi termini come “veri e propri mercanti di morte“. Onorare la memoria delle vittime, sottolinea Occhiuto, significa proprio tradurre il dolore in un impegno quotidiano per la tutela della vita umana e il ripristino della legalità.
L’appello all’Europa
Un appello politico rivolto direttamente ai vertici di Bruxelles. Se da una parte la Calabria rivendica con orgoglio il proprio ruolo strategico e geopolitico nel bacino mediterraneo, dall’altra rifiuta il destino di frontiera isolata. La richiesta è perentoria: il dossier migrazioni deve tornare stabilmente al centro dell’agenda europea. Servono pragmatismo e risorse adeguate per fare in modo che l’impatto di un fenomeno globale di questa portata non venga scaricato in via esclusiva sulle spalle delle regioni costiere.








