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Ast, conti in rosso e assunzioni bloccate: la Regione frena sui 73 autisti per tutelare i precari storici

- 26/02/2026
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Allarme sui conti dell’Azienda: perdite stimate per oltre 1,4 milioni e investimenti a rischio. Stop unanime in Commissione al bando esterno: “Priorità alla stabilizzazione dei 135 interinali storici che garantiscono il servizio”.

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L’Azienda Siciliana Trasporti è di nuovo nell’occhio del ciclone. A un solo anno dal salvataggio che ne ha scongiurato il fallimento, promuovendola a “partecipata strategica” per coprire i collegamenti su gomma esclusi dalle gare regionali, l’equilibrio finanziario vacilla e scatta il blocco delle nuove assunzioni.

Allarme bilancio: il piano di risanamento a rischio

A far scattare l’allerta sono i rilievi dell’Ufficio speciale per le società partecipate dell’Assessorato regionale all’Economia. Due note, datate 29 gennaio e 5 febbraio, segnalano un preoccupante disallineamento rispetto alle previsioni del Piano di Risanamento 2025-2029 (approvato lo scorso dicembre e aggiornato a giugno).

I numeri stimano una perdita d’esercizio di oltre 1,4 milioni di euro entro il 31 dicembre 2025. A pesare sulle casse della società sono soprattutto i costi fuori budget: quasi 3,5 milioni di euro all’anno per il noleggio degli autobus e un incremento di ulteriori 3,5 milioni per il costo del lavoro interinale. Una spirale passiva che minaccia direttamente la capacità dell’azienda di investire nell’acquisto di nuovi mezzi di proprietà.

Lo stop in Commissione e i dubbi sul bando

In questo clima di incertezza, la Commissione Trasporti all’Ars – incassando anche il parere favorevole del governo – ha votato due giorni fa lo stop alla selezione per 73 nuovi autisti.

“Un passaggio di responsabilità verso i lavoratori e la tenuta finanziaria dell’azienda”, ha commentato Pippo Lombardo, deputato di Sud chiama Nord. Secondo Lombardo, il bando peccava sotto due fronti: la totale mancanza di una verifica preventiva di sostenibilità economica e un sistema di valutazione troppo discrezionale, che affidava metà del punteggio a criteri soggettivi della commissione esaminatrice.

La priorità ai 135 lavoratori interinali

Il vero nodo politico e sociale della vertenza resta il destino dei 135 interinali già operativi nell’Ast. Si tratta di personale che da anni (e in alcuni casi da decenni) manda avanti il servizio pubblico. L’intenzione condivisa è quella di applicare le stabilizzazioni già previste dal piano di risanamento prima di aprire a candidature esterne.

Una posizione che ha trovato una convergenza bipartisan in Commissione. Vincenzo Figuccia (Lega) si dichiara soddisfatto del voto unanime, sottolineando la necessità di “garantire soluzioni che tutelino gli interinali e rafforzino l’efficienza del servizio”. Sulla stessa linea Marco Intravaia (Forza Italia), che definisce “giusta la decisione di chiedere la revoca dell’avviso”, ribadendo che la priorità spetta a chi garantisce il servizio da anni e che un’apertura all’esterno andrà valutata in un secondo momento.

Un circolo vizioso

L’orizzonte per l’Ast rimane quello del classico cane che si morde la coda. Le perdite correnti e le inefficienze bloccano i fondi per i nuovi investimenti, e proprio i mancati investimenti – come l’acquisto di mezzi propri per abbandonare i costosi noleggi – continuano a far lievitare i costi, tenendo l’azienda in una perenne instabilità.

giuseppe lombardo messinaservizi