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Ti piace vincere facile? Il “bancomat” istituzional-elettorale di Basile a 72 ore dall’addio

- 25/02/2026
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Ricordate il celebre spot del 2008? Quello il cui slogan recitava: “Ti piace vincere facile?”. Quello con quel signore baffuto e sornione che trionfava giocando a tris con i tondi già precompilati? Ecco, pare proprio che a Messina, a sole 72 ore dall’irrevocabilità delle dimissioni, l’ormai quasi-ex sindaco Federico Basile abbia deciso di emularlo e di farlo politicamente proprio. Solo che i soldi per grattare il biglietto vincente non li mette lui: li mettiamo noi.

In un tempismo che definire “sospetto” sarebbe un complimento alla decenza, la Giunta uscente si lancia in un disperato e generoso sprint finanziario. Centinaia di migliaia di euro stanziati per il più classico dei panem et circenses, con l’evidente (seppur mai dichiarata) speranza che l’eco dei palchi e il profumo del fritto facciano da traino alla sua imminente campagna elettorale.

Si parte con la modica cifra di 80.000 euro come “compartecipazione” per le notti magiche dell’estate 2026. La lista dei beneficiari e dei partner è così lunga che per leggerla tutta serve una bombola d’ossigeno: Società Puntoeacapo S.r.l., Sds Eventi, Il Botteghino, Associazione Culturale Sopra La Panca, Light and Shade, Gatto Mounting, Magni Service, Gaetano Italiano Cristallina, Misericordia e Go Mad. Un assembramento societario mirato a portare in riva allo Stretto artisti del calibro di Antonello Venditti, Levante, Fiorella Mannoia e Marco Masini, oltre al festival di musica elettronica Atarashi.

La motivazione ufficiale, vergata con la consueta e irresistibile prosa burocratica, ci informa che tutto ciò configura “un’offerta artistica di alto profilo e di richiamo nazionale e internazionale, idonea a rafforzare il posizionamento della Città di Messina quale polo strategico per i grandi eventi musicali nel Mezzogiorno”.

Insomma, senza i fondi elargiti sul gong delle dimissioni, Messina sarebbe inesorabilmente scomparsa dalle mappe della geopolitica musicale? No di certo, ma vuoi mettere il messaggio elettorale che ne scaturisce?

L’Osservatorio Mastercard e l’arancino strategico

Ma l’uomo non vive di sola musica. Serve anche il companatico. Ed ecco spuntare altri 30.000 euro per l’ottava edizione del Messina Street Food, in programma a Piazza Cairoli dal 15 al 18 ottobre (quando Basile, tecnicamente, non dovrebbe nemmeno più essere a Palazzo Zanca). Un evento organizzato da Eventivamente Srl con il partenariato di Confesercenti.

E siccome al Comune non fanno le cose a casaccio, la delibera ci snocciola persino i dati dell'”Osservatorio della Spesa Turistica di Mastercard”. Leggiamo, non senza una certa commozione, che nel 2024 c’è stato un +26% di volume di spesa e un +69% di transazioni. Un vero e proprio Rinascimento economico a colpi di arrosticini e pitoni fritti.

L’incognita delle urne

Il dubbio, fastidioso e ostinato, è sempre lo stesso: qual è il reale “ritorno” per la città, al netto del ritorno elettorale per chi firma gli assegni un minuto prima di staccare la spina alla propria amministrazione? Trasformare le casse pubbliche in un bancomat per la propria propaganda è un gioco vecchio quanto il mondo.

Eppure, la storia recente ci insegna che le elezioni sono l’unica scienza inesatta in cui due più due fa quasi sempre cinque. Le urne sono un’incognita, oggi più che mai. E il tentativo di vincere facile, scambiando i cittadini per comparse paganti di uno spot elettorale, rischia di trasformarsi per Basile in una cocente, e ben più meritata, lezione.

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