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Eolie, sanità da terzo mondo: a Stromboli l’ambulanza c’è ma manca l’autista. Anziano in carrozzina sotto la pioggia

- 15/02/2026
elisoccorso (2)

Odissea per un paziente costretto a percorrere un chilometro spinto a braccia per raggiungere l’elisoccorso. Il mezzo di soccorso è fermo al palo per carenza di personale. Situazione critica anche a Panarea e Lipari: sistema al collasso.

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STROMBOLI – Un chilometro di vergogna. Sotto le intemperie, spinto a braccia su una sedia a rotelle dai familiari e dal medico, lungo le stradine dell’isola per raggiungere la pista dell’elisoccorso. È l’immagine, desolante, dell’emergenza sanitaria che attanaglia le Eolie. Ieri a Stromboli un anziano signore, colpito da una patologia che non consentiva nemmeno il trasporto sulla “classica” motoape di fortuna (spesso usata come succedaneo dei mezzi ufficiali), ha dovuto affrontare questa via crucis perché l’ambulanza non è arrivata.

La beffa è che l’ambulanza c’è. È perfettamente funzionante ed è parcheggiata proprio lì, davanti al presidio di continuità assistenziale. Ma è un guscio vuoto: non può circolare perché mancano l’autista e i soccorritori. Un fermo tecnico che paralizza il diritto alla salute e costringe residenti e turisti ad affidarsi al caso o all’eroismo dei singoli.

La vicenda ha il sapore amaro del déjà vu. La scorsa estate il caso del giornalista Francesco Viviano, trasportato in motoape con un femore fratturato, aveva sollevato un polverone mediatico tale da scomodare il governatore Renato Schifani. Per qualche settimana, come per magia, l’ambulanza era tornata operativa. Finita l’estate, spenti i riflettori, il servizio è tornato nel limbo.

Ma Stromboli non è un caso isolato. A Panarea la situazione è speculare e opposta: qui il personale ci sarebbe anche, ma è l’ambulanza a essere fuori uso. Risulta guasta dallo scorso settembre, costringendo i volontari dell’associazione “New Gioiosa Soccorso” – un gruppo di ragazzi dell’isola – a sostituirsi allo Stato con mezzi propri e grande senso civico. Ancora più grave, per i numeri coinvolti, la situazione a Lipari, l’isola maggiore. Su tre ambulanze disponibili, ne marcia solo una. Anche qui, la carenza di autisti e soccorritori crea colli di bottiglia pericolosi: nei giorni scorsi una donna ha dovuto attendere quasi un’ora per essere soccorsa, perché l’unico mezzo era impegnato altrove.

«Da troppi anni si scherza sulla pelle degli eoliani», denuncia la strombolana Rosa Oliva. Il timore è che si stia aspettando l’irreparabile per intervenire strutturalmente. «Prima o poi le conseguenze saranno tragiche e si scoprirà il vaso di Pandora. Chiediamo solo il diritto alla salute». Un diritto che, tra le onde del Tirreno, sembra essere diventato un lusso.

Francesco Viviano trasportato in Motoape-ambulanza
Francesco Viviano trasportato in Motoape-ambulanza