
Sud chiama Nord diffonde dati trionfali per il sindaco (che corre contro nessuno), ma occulta la nota tecnica obbligatoria: così la “suggestione” diventa strategia elettorale in barba alla legge e all’Agcom

Nel meraviglioso mondo di Sud chiama Nord, dove la realtà è spesso propaganda elevata a scienza esatta, è apparso un nuovo oracolo. Un sondaggio “segretissimo”, custodito come il Terzo Segreto di Fatima, commissionato dal cerchio magico di Cateno De Luca per tastare il polso ai messinesi in vista dell’apocalisse simulata (le dimissioni, il voto anticipato, il solito psicodramma). Ebbene, udite udite: Federico Basile, il sindaco “facente funzione” di volontà altrui, stravincerebbe.
I numeri, sussurrati con la gravità delle rivelazioni divine, parlano chiaro: tra il 44 e il 47%. Un trionfo. Una marcia trionfale che gli garantirebbe l’elezione al primo turno, senza neppure il fastidio del ballottaggio. C’è solo un piccolo, insignificante dettaglio che rende questa narrazione ambigua: il sondaggio è stato fatto su un unico nome, il suo. Basile contro Nessuno. O meglio, Basile contro l’ignoto. È facile vincere i 100 metri se corri da solo in pista e gli altri devono ancora mettersi le scarpe.
In Italia, per chi se lo fosse dimenticato (e a Messina pare se lo siano dimenticati tutti), vige una cosetta chiamata legge 28 del 2000, corredata dalle delibere dell’Agcom. Funziona così: se diffondi un sondaggio, devi dire chi l’ha fatto, chi l’ha pagato, su quanti poveri cristi è stato effettuato il campionamento, come e quando. Si chiama “nota informativa”. Qui, invece, siamo al “mi manda Picone”.
Del sondaggio monstre non si sa nulla. Chi è il soggetto realizzatore? Topo Gigio? Qual è il campione? I parenti degli assessori? La metodologia? L’estrazione del Lotto? Niente. Il sondaggio resta fantasma, buono solo per essere “propalato” ai giornali per creare la famosa “suggestione”. È il doping del consenso: ti dico che vinco, così ti convinci che vinco, e magari mi voti perché credi che io abbia già vinto. Una profezia che si autoavvera, insomma.
È un metodo che inizia a mostrare la corda, come dimostrano le smentite di ieri di Caruso sulle dichiarazioni del Deus ex machina De Luca. Il giochino della narrazione a senso unico, dove i fatti si piegano alla volontà del Capo, scricchiola. Sarebbe ora di finirla con i pizzini elettorali spacciati per democrazia e di tornare a una comunicazione trasparente. Se hanno i numeri, li pubblichino con tutti i crismi di legge. Altrimenti, siamo nel campo delle chiacchiere da bar. O delle allucinazioni a scopo elettorale.










