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Messina Ionica, la ricostruzione post-ciclone parte dai fiumi: sabbia dei torrenti per salvare le spiagge

- 09/02/2026
Santa Teresa di Riva022

L’Autorità di Bacino autorizza l’uso dei sedimenti di Agrò e Savoca per il ripascimento a Sant’Alessio e Furci Siculo. Intanto si accende il dibattito sulla tenuta delle barriere soffolte.

il punto promo

MESSINA – Trasformare l’emergenza in risorsa. È questa la logica dei primi interventi autorizzati sul litorale ionico messinese, dove i comuni di Sant’Alessio Siculo e Furci Siculo si preparano a sanare le ferite lasciate dal ciclone Harry dello scorso gennaio. La strategia è duplice: liberare gli alvei dei torrenti, sovraccarichi di materiale dopo le piene, e utilizzare quegli stessi sedimenti per ricostituire le spiagge divorate dalle mareggiate.

Il via libera arriva dall’Autorità di Bacino, a pochi giorni dall’insediamento della cabina di regia regionale voluta dalla giunta Schifani. Un segnale di operatività che sblocca le prime manovre di messa in sicurezza del territorio.

Sant’Alessio: sabbia per il litorale e cantiere in alveo

Il Comune di Sant’Alessio Siculo ha giocato d’anticipo, inviando la richiesta lo scorso 3 febbraio. L’obiettivo è accedere al letto del torrente Agrò per prelevare i depositi accumulati alla foce. Questo materiale sarà vitale non solo per il ripascimento dell’arenile, ma anche per creare una pista di servizio sotto il muro di contenimento della litoranea. L’opera è propedeutica ai lavori di ripristino della scogliera radente, essenziale per proteggere l’abitato.

Il dirigente del servizio, Rosario Celi, ha firmato l’autorizzazione idraulica con prescrizioni rigorose: divieto assoluto di sversare materiali estranei e obbligo di monitoraggio costante dei bollettini meteo. La sicurezza in alveo resta prioritaria: i lavori dovranno fermarsi immediatamente in caso di rischio piene.

L’incognita della barriera soffolta

Mentre si pianifica il futuro, a Sant’Alessio tiene banco la polemica su quanto accaduto durante la tempesta. I riflettori sono puntati sulla barriera soffolta, l’opera sottomarina che avrebbe dovuto proteggere la costa. Sebbene abbia smorzato la furia delle onde, non è riuscita a impedire il crollo della parte nord del lungomare.

Il sospetto, sollevato in consiglio comunale e rilanciato dal sindaco Domenico Aliberti, è che l’infrastruttura abbia ceduto strutturalmente. “Abbiamo chiesto una verifica di tutta l’opera”, ha dichiarato il primo cittadino, citando l’ipotesi che la parte settentrionale della barriera sia stata realizzata con massi di dimensioni inferiori a quelle previste dal progetto originale.

Furci Siculo: focus sul torrente Savoca

Schifani con Salvini a Furci Siculo 21

Scenario simile a Furci Siculo, dove il sindaco Matteo Francilia guarda al torrente Savoca come serbatoio di materiali per la ricostruzione. Anche qui l’alveo è in fase di notevole sovralluvionamento e i sedimenti sabbiosi della parte terminale sono stati richiesti per ripascere le aree antistanti il lungomare, gravemente danneggiato dal ciclone che ha distrutto parte della carreggiata e del marciapiede.

Per entrambi i comuni, l’ok dell’Autorità di Bacino è un passaggio fondamentale ma non conclusivo: per l’avvio definitivo dei cantieri serviranno ora tutti gli altri nulla osta previsti dalla burocrazia regionale.

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