
Il gruppo consiliare rispedisce al mittente le accuse sui ritardi del Previsionale: «Esercitiamo le nostre prerogative. Piuttosto Carreri spieghi perché le Municipalità sono ancora senza poteri»

Nota stampa Gruppo consiliare Prima l’Italia
Le dichiarazioni dell’assessore Nino Carreri sul rinvio in Commissione del bilancio previsionale appaiono pretestuose e strumentali e rappresentano l’ennesimo tentativo di spostare il dibattito dal merito dei provvedimenti allo scontro politico.
È bene chiarirlo con nettezza: il bilancio non arriva in ritardo e il lavoro delle Commissioni rientra pienamente nei tempi e nelle prerogative previste dalla legge e dal regolamento. Chiedere approfondimenti, valutare emendamenti e confrontarsi sui contenuti non è “guerriglia”, ma esercizio responsabile del mandato consiliare.
L’assessore Carreri, anziché attaccare il Consiglio comunale, dovrebbe spiegare quale contributo concreto abbia dato all’azione amministrativa da quando ricopre il suo incarico.
Quante delibere di Giunta sono state proposte e portate a compimento direttamente attraverso le sue deleghe?
Quali atti amministrativi qualificanti porta la sua firma?
Colpisce che proprio chi ricopre il ruolo di assessore ai Rapporti con il Consiglio comunale scelga la strada dello scontro, dimostrando di non saper svolgere neppure quella funzione di mediazione istituzionale per cui è stato nominato.
Ancora più grave è il fallimento totale sul fronte del decentramento amministrativo, tema centrale per il rapporto tra Palazzo Zanca e i territori. La mancata attuazione del decentramento, promessa e mai realizzata, rappresenta il risultato negativo, inutile e politicamente fallimentare del suo operato, che ha lasciato le Municipalità prive di reali funzioni, risorse e autonomia decisionale.
A fronte di un’indennità mensile di circa 9.000 euro, i messinesi hanno il diritto di sapere quali risultati concreti siano stati prodotti e quali atti amministrativi giustifichino tale compenso.
Il Consiglio comunale non è un ostacolo all’Amministrazione, né può essere ridotto a organo notarile. È un luogo di confronto democratico, chiamato a migliorare i provvedimenti nell’interesse della città.
Prima l’Italia continuerà a svolgere il proprio ruolo con serietà e senso di responsabilità, senza accettare lezioni da chi confonde la dialettica istituzionale con la propaganda politica.











