
L’opposizione attacca sui rilievi e sui fondi mancanti per il trasporto disabili e avverte la maggioranza: «Preoccupante approvare questo atto mentre si attendono le dimissioni di Basile»

MESSINA – Il semaforo è verde, ma la luce è intermittente. In Commissione Bilancio va in scena quello che Libero Gioveni non esita a definire un paradosso istituzionale: il collegio dei Revisori dei Conti ha espresso parere favorevole allo strumento finanziario, accompagnandolo però da una serie di «rilievi». Una formula ibrida che ha fatto scattare l’allarme tra i banchi dell’opposizione.
Per Gioveni, decano d’aula e memoria storica del Consiglio (che chiama a confermare la storicità dell’evento anche il consigliere di maggioranza Pippo Trischitta), siamo di fronte a una «circostanza inaudita». Mai, ricorda l’esponente politico, si era concretizzata una simile procedura: il parere favorevole subordinato a osservazioni critiche rappresenta, a suo dire, una «anomalia» che mina la solidità del documento contabile che l’aula si appresta a votare. Non è una questione di lana caprina, ma di sostanza amministrativa.
Dalla forma alla sostanza, il passo è breve e tocca le fasce più deboli. Analizzando le voci di spesa, Gioveni punta il dito contro una lacuna che definisce grave: nel bilancio di previsione non sono state appostate le risorse necessarie per garantire il trasporto gratuito sui bus ai cittadini disabili. Una dimenticanza che porta il consigliere a prendere le distanze in modo netto dal testo in discussione, formalizzando il suo dissenso non solo politico, ma etico.
Il passaggio più delicato dell’intervento di Gioveni è però rivolto direttamente agli avversari politici. «Se fossi un consigliere di maggioranza – ha avvertito – qualche preoccupazione l’avrei». Un messaggio che suona come un avvertimento sulla responsabilità erariale e politica di chi si appresta a votare l’atto. Il tutto avviene in un contesto di estrema fragilità istituzionale: la città è sospesa nel limbo dei venti giorni previsti dalla legge per l’efficacia delle dimissioni del sindaco Federico Basile. Approvare un bilancio segnato da rilievi tecnici e lacune sociali, mentre l’amministrazione è virtualmente decaduta, è per Gioveni l’ultimo atto di una fase che lascia più incognite che certezze.










