
MESSINA – Il silenzio è diventato allarme, poi tragedia. In un appartamento di via Giovan Filippo De Lignamine, a Zafferia, si è consumato quello che gli inquirenti hanno subito rubricato come un dramma della solitudine. Ieri sera, gli agenti delle Volanti hanno rinvenuto i corpi senza vita di due uomini, padre e figlio, morti verosimilmente a poche ore di distanza l’uno dall’altro all’interno della loro abitazione.
A lanciare l’allarme è stato l’altro figlio, residente fuori città. Da troppo tempo cercava di mettersi in contatto con il fratello, colui che quotidianamente accudiva l’anziano genitore. Preoccupato dalle mancate risposte e dall’impossibilità di avere notizie, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto, hanno dovuto sfondare una finestra per entrare: all’interno, la scoperta dei due cadaveri.
Entrambi affetti da gravi patologie pregresse, vivevano un equilibrio fragile spezzato, secondo le prime ricostruzioni, da un evento improvviso. L’ipotesi al vaglio degli inquirenti disegna una dinamica straziante: il figlio avrebbe avuto un malore fatale che non gli ha lasciato scampo; il padre, rimasto improvvisamente privo dell’assistenza vitale del figlio, si sarebbe spento poco dopo.
I rilievi effettuati sul posto hanno escluso fin da subito piste violente. Non ci sono segni di effrazione né tracce di colluttazione sui corpi. Scartata anche l’ipotesi dell’incidente domestico legato a fughe di gas o monossido di carbonio, non essendo state rinvenute stufe nell’appartamento. Secondo i primi accertamenti eseguiti dal medico legale Daniela Sapienza, i decessi risalirebbero alle ultime 72 ore.
Il magistrato di turno, informato dell’accaduto, ha disposto il trasferimento delle salme presso l’obitorio dell’ospedale Papardo. Sarà l’autopsia a chiarire con certezza le cause della morte, confermando se si sia trattato, come tutto lascia supporre, di una doppia fatalità legata a cause naturali.





