6

Febbraio

Salvo Puccio a “tutto tondo”: il dissesto idrogeologico, dai tempi del commissario Croce alla ricetta per Niscemi. Candidato a Giardini? “le mando un sms”. Dimissioni Basile? E’ ancora tutto da vedere

Share

0

Comment
30 views
4 min

Il Direttore Generale a tutto campo: dalla diagnosi shock sul dissesto («Le case pesano, bisogna arretrare») al futuro politico. Il rapporto con De Luca e l’attesa per la candidatura: «Il mio cuore è lì, se decido Le manderò un sms»

triolo banner
triolo banner

MESSINA – L’analisi è geologica, ma la sentenza è politica. Salvo Puccio, direttore generale di Palazzo Zanca e “uomo macchina” di Cateno De Luca, sceglie la via della verità scomoda. Nell’intervista esclusiva rilasciata ai nostri microfoni (gli era dovuta ed è stata piacevole), il tecnico toglie il velo sulle emergenze del territorio e lancia un ultimatum sul suo futuro che scadrà esattamente domani.

Ma prima incominciamo dal dissesto e dall’erosione

Su Niscemi, Puccio ribalta anni di narrazione sui consolidamenti infiniti. Nessun giro di parole: il problema è il peso. «Il crollo è in retrovergenza – spiega il Dg con freddezza tecnica –. Le abitazioni stanno schiacciando il versante». La soluzione? Drastica, impopolare, ma necessaria. «Bisogna avere il coraggio di demolire una fascia di 20 o 30 metri di case. O le sacrifichiamo, o perderemo tutto». È la fine della politica del tampone: inutile blindare la valle se la montagna scivola sotto il carico urbano. E ci mostra le foto ed il progetto di quell’intervento, forse l’unico, effettuato a Niscemi proprio a sua firma: una terrazzatura che ha salvato parte del fronte fermando la frana. «Doveva essere fatto anche laddove oggi ci sono 50 metri di strapiombo per la terra che è franata a valle». E la foto dimostra che le parole hanno concretezza e sono amare. Niscemi si poteva salvare. «Ma i fondi a disposizione allora non lo hanno permesso»

La teoria del “passo indietro”

È una filosofia che Puccio estende all’intera gestione del territorio, da San Fratello alle coste erose di Santa Teresa. «La terra è viva», ricorda. L’approccio non può più essere la sfida muscolare alla natura, ma la ritirata strategica. Dove l’urbanistica ha fallito, la geologia presenta il conto. Il modello è Santa Maria del Focallo: lì si è scelto di togliere asfalto e mattoni per ridare spazio al mare. «Dobbiamo costruire dove serve per un tempo limitato, nulla è per sempre», è il monito del Dg.

L’uomo di De Luca (e non solo)

Non ci sta, Puccio, a passare per il “miracolato della politica”. Rivendica un curriculum che parte ancor prima del 2003 a Fiumedinisi con De Luca, e che attraversa le gestioni Croce e Musumeci. «Ho vinto concorsi dove non conoscevo nessuno», precisa secco, respingendo le etichette. Riconosce a De Luca il ruolo di guida, ma sottolinea una competenza maturata in trincea, gestendo emergenze che la burocrazia ordinaria – lenta e farraginosa rispetto alle procedure “ponte” – non riesce a risolvere.

Il countdown per Giardini

Il finale è un thriller politico. Alla domanda se sarà lui il candidato a sindaco di Giardini Naxos, la risposta resta sospesa. C’è il legame affettivo («Il mio cuore parla per Giardini»), ma c’è anche la realpolitik: «Aspettiamo. Se decido Le manderò un sms». E sul sindaco di Messina? «Non so che decisione prenderà Basile. Di certo non dipende solo da lui ma anche da altre condizioni che non sono ancora chiare». Quindi non è detto che domani (sabato 7 febbraio) si dimetta? «No di certo, anzi potrebbero anche esserci sorprese» conclude Puccio.

Puccio
WhatsApp vds