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Tramvia Messina, il cantiere fantasma. Gioveni: «Lavori al palo e manutenzioni sospette»

- 04/02/2026
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MESSINA – È passato quasi un anno da quel 17 marzo 2025, il giorno in cui il tram di Messina è andato in pensione “temporanea” per lasciare spazio ai grandi lavori di riqualificazione. Ma oggi, quella che doveva essere la svolta verso la modernità per la flotta di Palazzo Zanca, somiglia pericolosamente a un’opera incompiuta. A suonare la sveglia all’amministrazione Basile è Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, con un’interrogazione che mette a nudo i paradossi di un’infrastruttura ferma, ma che continua a generare costi e interrogativi.

Il cuore della contestazione è la lentezza. Secondo Gioveni, la presenza di operai e mezzi lungo i 7 chilometri della linea è «una chimera». Un immobilismo che stride con i disagi quotidiani dei cittadini: semafori ancora accesi che bloccano il traffico agli incroci per un tram che non passa mai, e una sede stradale blindata che, con il senno di poi, avrebbe potuto essere parzialmente riaperta alle auto per alleggerire il caos cittadino.

Il rebus delle ditte e dei lavoratori

Ma c’è di più. Dietro la ruggine dei binari si nasconde un groviglio burocratico e occupazionale. A seguito di una sentenza del Tar, l’appalto per la manutenzione è passato dalla ditta Colombrita (che gestisce la riqualificazione) alla Begen Infrastrutture. Il risultato? Un cortocircuito kafkiano: esiste un appalto di manutenzione attivo per un’infrastruttura che non esiste, essendo fuori esercizio.

Nel frattempo, quattro dei sei lavoratori addetti sono rimasti a casa, nonostante le clausole sociali previste per garantire l’impiego. «Il silenzio dell’Amministrazione sulle sollecitazioni dei lavoratori è assordante», incalza Gioveni, che chiede conto dei costi di un servizio che, al momento, appare rivolto al nulla.

Le domande al Sindaco

L’esponente di Fratelli d’Italia chiede ora risposte scritte e urgenti al sindaco Federico Basile e ai vertici di ATM. I punti sono chiari:

  • Perché i lavori sono in ritardo sulla tabella di marcia?
  • Quanto costa ad ATM mantenere un servizio di manutenzione su una linea inattiva?
  • Quali tutele sono previste per i dipendenti rimasti inoccupati?

Il rischio, paventato nell’interrogazione, è che questa gestione fumosa si trasformi nell’ennesima pioggia di contenziosi legali, con aggravi di spesa che finirebbero per ricadere, ancora una volta, sulle tasche dei contribuenti messinesi.

libero gioveni
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