

Roma, 4 febbraio 2026 – “Difficile ascoltare l’intervento del Ministro Musumeci senza provare indignazione. La sua è un’apologia che si scontra violentemente con i fatti: da governatore aveva le risorse per mettere in sicurezza il territorio, ma le opere sono rimaste sulla carta. Il caso di Santa Teresa di Riva è l’emblema di questo fallimento: oltre 10 milioni stanziati nel 2021, zero cantieri, e nel 2025 il lungomare crolla. Invece di difendersi, avrebbe dovuto chiedere scusa”.
È la dura replica della senatrice di Italia Viva Dafne Musolino intervenuta oggi in Senato in risposta all’informativa del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci sulla situazione del dissesto idrogeologico in Sicilia.“Il Ministro mette in campo una difesa contraddittoria”, attacca la Musolino.
“Da un lato parla di fragilità strutturale della nostra isola, dall’altro sostiene che nessuno lo avesse avvertito dei rischi specifici. Una tesi inaccettabile per chi ha governato la Regione per cinque anni, dal 2018 al 2022”.“I fatti – prosegue la senatrice – smentiscono la narrazione dell’ex Presidente. Porto in Aula l’esempio concreto di Santa Teresa di Riva, comune del messinese. Per contrastare l’erosione costiera era stato presentato un progetto per la realizzazione di 14 pennelli a mare, finanziato dalla Regione Siciliana nel 2021 con 10 milioni e 600 mila euro. Dal 2021 al 2025 quei soldi sono stati impegnati ma non spesi. Non è stato fatto nulla. Il progetto è rimasto ostaggio della burocrazia e di quella Commissione Tecnico Scientifica (CTS) che blocca le opere invece di agevolarle”.
“L’epilogo è stato disastroso: a gennaio 2025 una mareggiata ha fatto crollare il lungomare, portandosi via la strada. Solo a quel punto, a disastro avvenuto, l’attuale Presidente Schifani ha rifinanziato l’opera. Ma impegnare le risorse a bilancio non serve a nulla se non si ha la capacità amministrativa di aprire i cantieri. Musumeci oggi scarica le colpe sui successori o sull’imprevedibilità degli eventi, ma la verità è che la Sicilia frana perché chi ha governato non è stato in grado di spendere i soldi che aveva in cassa. L’arroganza non può nascondere la realtà dei fatti: serviva un bagno di umiltà, non un comizio difensivo”, conclude la senatrice Musolino.











