64 views 5 min 0 Comment

Mentre San Fratello attende ancora, la burocrazia corre: l’ascesa di Salvo Puccio, il “super-manager” di De Luca

- 03/02/2026
puccio de luca

Il “nuovo” esperto di Sud chiama Nord per il dissesto idrogeologico è lo stesso che per anni ha lavorato nel cuore del sistema che oggi si vorrebbe cambiare.

Dalle emergenze idrogeologiche ai vertici di Palazzo Zanca e della Città Metropolitana: storia del geologo diventato l’uomo chiave di Sud chiama Nord.

WhatsApp vds

MESSINA – C’è una foto che racconta la Sicilia meglio di tante analisi sociologiche: no, non è la foto di copertina di questo articolo, anche se potrebbe esserlo. Lo è, invece, lo scatto della frana di San Fratello, quella ferita aperta che dal 14 febbraio 2010 squarcia i Nebrodi. Cinquanta milioni di metri cubi di terra scivolati a valle, 1.700 sfollati e un paese diviso a metà. Sedici anni dopo, tra nuovi crolli alla Roccaforte e fondi stanziati ma impigliati nelle maglie della burocrazia, quel disastro è ancora lì, in attesa di una messa in sicurezza definitiva.

Ma se la terra trema e i cantieri stentano, c’è una carriera che non conosce smottamenti, anzi, punta dritta verso l’alto. È quella di Salvo Puccio, classe 1974, geologo di Giardini Naxos, oggi divenuto il fulcro inamovibile della “macchina” amministrativa e politica costruita da Cateno De Luca.

Per capire il presente bisogna riavvolgere il nastro. Molto prima di diventare il dominus della burocrazia messinese, Puccio era già l’uomo delle emergenze. Il suo curriculum è una mappa dettagliata delle crisi siciliane. Nel 2010, mentre San Fratello scivolava, lui era già nei ranghi del Dipartimento della Protezione Civile come geologo a supporto della struttura commissariale per il dissesto. Da lì, un cursus honorum tutto interno ai meccanismi commissariali: dirigente per l’emergenza bonifiche nel 2012 , coordinatore dell’ufficio dissesto, esperto per la gestione dei fondi CIPE. Sulla carta, è il tecnico che ha “monitorato e validato” oltre 230 progetti di difesa del suolo. Nella realtà, casi come quello di San Fratello raccontano una storia diversa: opere di messa in sicurezza costate 80 milioni che non hanno impedito nuove evacuazioni nel 2023, e iter procedurali che, come denuncia il sindaco Princiotta, restano bloccati in attesa di “definizione”.

È lui il Direttore Generale per antonomasia: lo è (a titolo gratuito) della Patrimonio Taormina, la società che gestisce gli asset della Perla dello Ionio, feudo politico del leader di Sud chiama Nord. Ed è sempre lui che, nell’aprile del 2025, assume la guida operativa di Arismè, l’agenzia per il Risanamento di Messina. Dalle acque dell’AMAM alle baracche, passando per il bilancio comunale e il patrimonio taorminese, da quello del comune di Messina, a quello della Città Metropolitana: Puccio è ovunque.

Ma è sul tema del dissesto idrogeologico che la vicenda assume i contorni del paradosso politico. Cateno De Luca lo ha investito ufficialmente del ruolo di “esperto per il dissesto idrogeologico” del partito Sud chiama Nord. È a lui che il movimento affida le ricette per mettere in sicurezza il territorio. Fa specie, però, notare che il “nuovo” esperto è lo stesso che per anni ha lavorato nel cuore del sistema che oggi si vorrebbe cambiare. Il curriculum di Puccio parla chiaro: dal 2010 al 2020 è stato geologo di supporto, coordinatore e dirigente proprio nelle strutture commissariali della Regione Siciliana deputate a fermare frane e alluvioni.

Il risultato di quegli anni di consulenze e “monitoraggi”? È sotto gli occhi di tutti a San Fratello, dove gli iter burocratici per i fondi di messa in sicurezza si trascinano ancora tra rimpalli e attese, mentre la terra continua a tremare, come dimostrano i crolli del 2023. Il cortocircuito è evidente: l’uomo che oggi dovrebbe indicare la via per risolvere i guasti del territorio è lo stesso che, in quel decennio di emergenza perenne, era seduto ai tavoli tecnici dove quelle ferite non sono mai state davvero curate. Tra una carica e l’altra, tra Messina e Taormina, il “super-tecnico” continua a collezionare ruoli, mentre la Sicilia continua a franare.

frana roccaforte
triolo banner
triolo banner