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Niscemi, il dramma degli sfollati tra le case in bilico. Pino ritrova i pappagalli, Rita salva la statua della Madonna

- 29/01/2026
Niscemi sfollati

Vigili del fuoco in azione nella zona rossa di via Masaracchio. La commozione di chi recupera i ricordi di una vita mentre la città sembra un borgo fantasma. Scatta la Dad per le scuole superiori

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NISCEMI – In via Masaracchio, al civico 35, la paura lascia spazio per un istante alla commozione. È il momento in cui la cronaca del disastro idrogeologico cede il passo alla geografia degli affetti. Pino Terzo di Dio, 53 anni, scoppia in pianto liberatorio quando vede scendere le divise dei vigili del fuoco. Tra le mani non hanno valigie o beni di lusso, ma una gabbia. Dentro ci sono i suoi pappagalli, rimasti isolati al terzo piano della palazzina sgomberata. «Non li vedevo da quattro giorni – racconta l’uomo, con la voce rotta – per me sono come dei figli». La gioia del ritrovamento si scontra subito con la precarietà del presente: «Ora devo capire a chi affidarli. Non ho più una casa, cambio dimora ogni giorno».

I sacchi neri e la fede

Nello stesso edificio, al primo piano, si consuma un altro piccolo miracolo quotidiano. La signora Rita Palumbo attende in strada mentre i pompieri riempiono quattro grossi sacchi neri. Dentro c’è una vita intera da portare via in fretta: indumenti, fotografie, ma soprattutto documenti medici indispensabili per il ricovero del marito. Quando i vigili tornano giù, Rita non controlla le carte. Stringe al petto una statua della Madonna, la bacia, poi abbraccia i cronisti presenti. «Grazie a tutti, grazie», ripete. In quei sacchi c’è la burocrazia necessaria per la salute del coniuge, ma tra le braccia c’è l’ancora a cui aggrapparsi mentre la terra trema.

Città fantasma e tentativi disperati

Intorno a via Masaracchio, Niscemi appare come una città sospesa. Il sole, spuntato dopo giorni di pioggia battente, non rassicura ma preoccupa i geologi: il terreno, appesantito e ora in fase di asciugatura, potrebbe muoversi ancora. Il fronte della frana a Sante Croci continua a sprofondare inesorabilmente. In questo scenario spettrale, che a molti ricorda i giorni del lockdown per il Covid-19, la disperazione gioca brutti scherzi. Mercoledì pomeriggio si sono vissuti attimi di tensione quando una famiglia di tre persone, cane al seguito, ha tentato di forzare il blocco per rientrare nella propria abitazione pericolante, in spregio ai divieti della Protezione civile. Un tentativo sventato appena in tempo dall’allarme lanciato da Polizia e Vigili del fuoco. C’è chi si ferma al limite, sul confine di quei cento metri che separano la sicurezza dal baratro. Un uomo carica su un Suv un quadro con le foto di famiglia appena recuperato. «Almeno questo mi appartiene», sussurra scuotendo la testa. La sua casa è lì, sulla linea di confine che presto potrebbe diventare invalicabile per tutti fino al termine del monitoraggio radar.

Scuole e ripartenza

Mentre il centro storico si svuota, si cerca di salvare la normalità scolastica. Per gli studenti delle superiori è stata attivata la Dad, un ritorno alla didattica a distanza per non perdere giorni di lezione. Più complessa la situazione per gli alunni delle scuole dell’obbligo: ieri un vertice in Comune ha cercato soluzioni tecniche per ricollocare gli studenti dei plessi finiti nella zona rossa. L’obiettivo è far suonare la campanella lunedì prossimo, una volta riattivata la rete del gas. Sarebbe il primo segnale di una comunità che prova a non franare insieme alla sua collina.

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