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Il Libero Consorzio Comunale -Città Metropolitana di Messina non è un “feudo personale” Ed il Sindaco Metropolitano ha il “dovere istituzionale ” di tenerne conto.

- 29/01/2026
Il Consiglio Metropolitano
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In quella che può essere definita “la telenovela” delle comunque ingiustificabili dimissioni del Sindaco Basile, va evidenziato un aspetto che assume una rilevanza particolare.
Difatti il Sindaco del Comune di Messina è anche Sindaco della Città Metropolitana senza essere stato eletto ,ma per una legge Regionale che prevedeva che il Sindaco del Comune Capoluogo della Provincia diventasse anche Sindaco Metropolitano. Ci troviamo quindi di fronte ad una figura che senza aver avuto alcun “mandato popolare” ha esercitato per anni in maniera indisturbata il suo ruolo di gestione, di fatto monocratica ,dato che Governo Regionale ed ARS hanno impiegato diversi anni prima di decidere sulle elezioni del

Consiglio Metropolitano ,che si è insediato da pochi mesi.
Nello stesso tempo, però, il Sindaco Basile è al vertice di un “Libero Consorzio Comunale” di cui fanno parte centootto Comuni ,per cui non può considerare l’Ente un suo “feudo personale” e decidere da solo e su input esterni quando “abbandonare”, ma dovrebbe avere la sensibilità ed il senso istituzionale di confrontarsi con i Sindaci di tutti i Comuni e con il Consiglio Metropolitano .
Tenendo conto anche del periodo di difficoltà particolarmente delicato che sta vivendo il territorio provinciale.
Ma in ogni caso il Sindaco Metropolitano deve osservare un adempimento non più rinviabile previsto dalla legge con la nomina ,nell’ambito dei componenti il Consiglio Metropolitano ,di un “Vice Sindaco”
Passaggio ineludibile perché l’ articolo. 14 della legge istitutiva delle Città Metropolitane prevede che ” qualora il Sindaco Metropolitano cessi dalla carica per cessazione dalla carica di Sindaco del Comune Capoluogo il Vice Sindaco rimane in carica fino all’ insediamento del nuovo Sindaco Metropolitano.
Così come il Consiglio Metropolitano dovrebbe durare in carica cinque anni dalla sua elezione, ma qualora dovesse rinnovarsi il Consiglio Comunale del Comune Capoluogo della Città Metropolitana, dovrebbe essere rinnovato entro due mesi dalla proclamazione del Sindaco del Comune Capoluogo. Per cui ,al di là di un certo linguaggio burocratico, a gestire la Città Metropolitana in caso di dimissioni del Sindaco Basile non sarebbe un Commissario Straordinario nominato dal Governo Regionale, affiancato secondo certi “calcoli dal Direttore Generale dell’Ente, ma il vice Sindaco che andrebbe nominato a norma di legge, coadiuvato dal Consiglio Metropolitano che non decade, e che proseguirebbe la sua attività.

Gruppo di Iniziativa e Resistenza Civica “Rispetto Messina”

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