
Il leader di Italia Viva: «Nell’isola la premier non fa sceneggiate perché non può colpire un’amministrazione amica, come fece invece in Emilia». Nel mirino anche il ministro Musumeci: «Aveva promesso di riattivare l’unità di missione contro il dissesto, nulla di fatto»

La Sicilia è in ginocchio per il maltempo, ma lo scontro politico si sposta a Roma. Matteo Renzi, dai suoi canali social, lancia un durissimo j’accuse contro la Premier Giorgia Meloni, accusandola di utilizzare due pesi e due misure nella gestione delle emergenze nazionali. Al centro della polemica, la presunta strategia comunicativa di Palazzo Chigi: interventista in Emilia-Romagna, assente nell’isola.
Il leader di Italia Viva mette a confronto i comportamenti della Presidente del Consiglio. Renzi ricorda come, durante l’alluvione in Emilia-Romagna, Meloni avesse lasciato anticipatamente il G7. Un gesto che l’ex premier bolla oggi senza mezzi termini come una «sceneggiata ad uso social con gli stivali». In Sicilia, osserva Renzi, quegli stivali non si sono visti.
Perché questa differenza? La risposta di Renzi è tutta politica e punta il dito contro l’imbarazzo istituzionale del centrodestra. Secondo Renzi, in Emilia-Romagna la Premier poteva permettersi la passerella perché la Regione era guidata dall’opposizione (Bonaccini). In Sicilia, invece, «non può attaccare la Regione come fece in Emilia-Romagna: la Regione è sua». L’assenza di “sceneggiate” in Sicilia servirebbe dunque a coprire le responsabilità di un’amministrazione regionale dello stesso colore politico del Governo nazionale.
L’affondo su Musumeci e “Italia Sicura”
L’attacco non risparmia la compagine ministeriale. Renzi chiama in causa, pur senza nominarlo esplicitamente, il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, definendolo come «l’ex Presidente della regione che è lo stesso ministro che ha promesso di ripristinare Italia Sicura e non lo ha fatto». Il riferimento è all’unità di missione contro il dissesto idrogeologico (creata dal governo Renzi e smantellata dal governo Conte I), il cui ritorno era stato ventilato ma, secondo il senatore fiorentino, mai concretizzato.
La conclusione del post di Renzi è amara: «Dopo quattro anni di fuffa la gente non crede più alle sceneggiate». Definendo «allucinante» l’abbandono della Sicilia da parte del Governo, Renzi apre un nuovo fronte di polemica sulla prevenzione e sulla gestione del territorio, trasformando l’emergenza meteo in un caso politico nazionale.











