
La premier monitora l’emergenza ciclone: «Seguire le indicazioni delle autorità». Il ministro della Protezione Civile: «Ora condotte responsabili, poi la conta dei danni»

ROMA – L’attenzione di Palazzo Chigi è puntata sul Sud e sull’eccezionale ondata di maltempo che sta flagellando la Sicilia. La premier Giorgia Meloni sta monitorando l’evoluzione del ciclone minuto per minuto, in costante raccordo con il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, e con il Capo Dipartimento Fabio Ciciliano. La linea del governo è chiara: priorità assoluta alla sicurezza dei cittadini, poi scatterà la fase del sostegno economico.
In una nota ufficiale diramata in queste ore, il Presidente del Consiglio ha espresso la propria vicinanza alle comunità colpite, lanciando un appello alla massima prudenza: la raccomandazione è quella di «seguire le indicazioni delle autorità locali, evitando ogni esposizione al rischio». Meloni ha inoltre voluto ringraziare la macchina dei soccorsi – dal Dipartimento nazionale ai presidi territoriali, fino a Comuni e Prefetture – per l’efficiente lavoro di previsione e allertamento che ha permesso di attivare le misure precauzionali.
Non solo monitoraggio a distanza, ma presenza sul campo. Da Roma assicurano che «il Governo sosterrà le comunità che hanno subito danni». Per tradurre l’impegno in azioni concrete, nei prossimi giorni il Ministro Musumeci e il capo della Protezione Civile Ciciliano si recheranno personalmente nelle zone più critiche. La missione servirà a individuare, insieme ai Presidenti delle Regioni interessate, le azioni necessarie per il superamento dell’emergenza.
Dall’unità di crisi operativa, lo stesso Musumeci invita a non abbassare la guardia. «Non è ancora il momento di fare la conta dei danni, ma di vigilare sulla corretta applicazione di ogni condotta responsabile», ha dichiarato l’ex governatore siciliano. L’urgenza ora è la salvaguardia delle vite umane: «Quando saranno rientrate le condizioni di pericolo, penseremo al resto e il governo Meloni sarà anche stavolta vicino alle regioni colpite, come la Sicilia».










