

FURCI SICULO (ME) – «Il lungomare in gran parte non esiste più». La voce di Matteo Francilia arriva direttamente dal fronte, sovrastata dal rumore del vento e del mare che continua a infuriare. Il sindaco di Furci Siculo parla dopo una notte insonne passata sul campo, tra le abitazioni minacciate e gli esercizi commerciali devastati dalla furia del ciclone che sta flagellando la costa ionica.
Lo scenario descritto dal primo cittadino è drammatico: «È un’apocalisse, una situazione davvero devastante». La ricognizione effettuata all’alba restituisce l’immagine di un territorio ferito a morte, con la viabilità compromessa e i danni che si estendono ben oltre le infrastrutture pubbliche, colpendo il cuore economico e residenziale del paese.
L’appello alle istituzioni: «Serve una mano subito»
Francilia non ha perso tempo. La macchina dei soccorsi e quella istituzionale sono già state attivate al massimo livello. Il sindaco ha confermato di aver interloquito con il Prefetto, con il presidente della Regione Siciliana e con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. «Serve una mano, non solo a Furci ma in tutta la riviera ionica», ha ribadito, descrivendo i comuni costieri come listati a lutto di fronte alla violenza dell’evento meteorologico.
«Non scherzate col mare»
Nel messaggio rivolto alla cittadinanza c’è anche un severo monito per la sicurezza pubblica: «Invito tutti a non scherzare con il mare, è pericolosissimo, e di non scendere sul lungomare». L’appello è a non intralciare le operazioni di ricognizione e soccorso in corso in queste ore critiche.
La reazione: vietato piangersi addosso
Nonostante la devastazione, la chiusura del sindaco è un richiamo all’orgoglio e alla concretezza. Nessun tempo per lo sconforto: «Vi voglio dire una cosa: non abbiamo assolutamente il tempo di piangere o di abbatterci», scandisce Francilia nel suo messaggio. L’imperativo categorico per Furci Siculo è uno solo: «Dobbiamo ripartire immediatamente, da questo istante».










