
“Duro affondo della parlamentare di Italia Viva sul dossier FLC CGIL: ‘Mentre si tagliano 500 milioni al fondo ordinario e si rischia l’espulsione di 15mila precari, il Ministero rinvia i controlli sulle telematiche favorendo il business privato. È un piano scientifico di smantellamento dell’istruzione pubblica che svilisce il valore dei titoli di studio’.”

Messina, 20 Gennaio ‘26 – “I dati diffusi oggi dalla FLC CGIL certificano quello che denunciamo da tempo: il Governo Meloni sta scientificamente smantellando l’università pubblica italiana. La narrazione ministeriale di un sistema prospero si scontra con una realtà fatta di tagli lineari, precarizzazione selvaggia e una deregolamentazione che favorisce sfacciatamente gli atenei telematici del profitto a discapito della qualità formativa e della ricerca pubblica”.
Lo dichiara in una nota la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, commentando il dossier presentato a Napoli sullo stato dell’arte del sistema universitario.
“La Ministra Bernini deve smetterla con la propaganda e guardare i numeri. Nel 2024 il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) ha subito un taglio reale di oltre 500 milioni di euro , e le previsioni per il futuro sono ancora più nere con ulteriori riduzioni. È inaccettabile che il Governo non abbia stanziato risorse aggiuntive per coprire gli aumenti contrattuali e l’adeguamento ISTAT, scaricando costi per circa 300 milioni direttamente sui bilanci degli atenei già in sofferenza. La conseguenza è tecnica ma brutale: per pagare gli stipendi si bloccano le nuove assunzioni, soffocando il ricambio generazionale ”.
“Siamo di fronte a un’emergenza occupazionale senza precedenti” prosegue la Musolino. “Mentre ci riempiamo la bocca con la fuga dei cervelli, il sistema si prepara ad espellere oltre 15.000 precari della ricerca nei prossimi mesi. Parliamo di un esercito di 35.000 persone che oggi regge i nostri atenei e che questo Governo sta mandando a casa, cancellando competenze e futuro”.
“L’aspetto più grave, tuttavia, è politico. Mentre si affama il pubblico, si stende il tappeto rosso al privato. La Ministra Bernini ha bloccato il decreto che imponeva alle università telematiche di assumere personale docente adeguato, rimandando le verifiche di quattro anni. Si è creata una zona franca dove le telematiche fanno concorrenza sleale agli atenei statali, offrendo percorsi al ribasso con costi di gestione minimi e profitti enormi. È un doppio standard vergognoso che svilisce il valore legale del titolo di studio ”.
“Con la legge delega 167/2025 si punta al controllo politico sugli atenei, minando l’autonomia didattica e di ricerca. Se l’obiettivo di Meloni e Bernini è trasformare l’università in un diplomificio per pochi e in un business per gli amici, sappiano che ci troveranno sulle barricate. L’Italia spende appena lo 0,9% del PIL per l’università contro una media OCSE dell’1,48%: servono 10 miliardi l’anno per allinearci, non tagli e regali alle lobby” conclude la senatrice.










