

MESSINA – Sembrava una corsa a ostacoli, è diventata una maratona nel fango. Letteralmente. I lavori per il nuovo studentato universitario nell’ex Hotel Riviera, che secondo gli annunci trionfali del 2023 avrebbero dovuto consegnare le chiavi agli studenti già due anni fa, sono ancora in corso. E la notizia di questi giorni non è tanto l’inizio di una riqualificazione (che sulla carta è partita da tempo), quanto lo sblocco di un’impasse tecnica che ha tenuto in ostaggio il cantiere per mesi. Al centro di tutto quel che possiamo definire “piscine”: un problema idraulico nel sottosuolo che ha rischiato di compromettere l’intera opera.
La cronistoria: tre anni di annunci e rinvii
Per capire perché siamo ancora qui a parlarne nel 2026, bisogna riavvolgere il nastro.
- 2021: L’Università di Messina acquista l’immobile dalla Città Metropolitana per 3,5 milioni di euro. L’obiettivo è ambizioso: trasformare un rudere simbolo di degrado in una residenza di lusso per 200 studenti.
- Gennaio 2023: Partono i lavori. La ditta Ricciardello Costruzioni SpA apre il cantiere. L’ottimismo è alle stelle: si parla di inaugurazione per febbraio 2024, forse addirittura dicembre 2023.
- 2024: Le prime date saltano. Si iniziano a vedere proroghe su proroghe per la viabilità sul Viale della Libertà. Il cantiere rallenta, la città mormora, ma ufficialmente si parla di intoppi burocratici.
- Maggio-Estate 2025: Il colpo di grazia. Violenti acquazzoni mettono a nudo la fragilità del sistema di scolo. Il piano seminterrato e le fondazioni vengono invasi da acqua e liquami. I lavori si fermano quasi completamente: inutile pavimentare o rifinire la hall se sotto c’è una palude.
- Oggi (Gennaio 2026): Mentre l’ex Banca d’Italia è ormai pronta al taglio del nastro, il Riviera rincorre ancora il tempo. L’obiettivo ora è l’anno accademico 2026/2027.
Il caso delle “piscine”: cosa c’è davvero là sotto
La questione che ha bloccato tutto non è estetica, ma strutturale e igienica. Le fondamenta della struttura si sono trasformate in vasche di raccolta involontarie per acque piovane e, peggio, reflui fognari.
Il problema tecnico è emerso con prepotenza quando ci si è accorti che il sistema di deflusso esistente non reggeva. L’acqua, non trovando sfogo, ristagnava nel seminterrato, creando quelle “piscine” insalubri che hanno impedito agli operai di completare le aree comuni (palestra, lavanderia, zone ricreative) previste proprio nei piani bassi.
Perché i lavori “iniziano” solo ora? Quelli che vede ripartire con vigore in questi giorni sono i lavori per la soluzione definitiva a questo problema. Dopo un lungo braccio di ferro tecnico tra Comune, AMAM, Università e ditta, è stato approvato un intervento specifico: un bypass che convoglierà i reflui dell’ex albergo direttamente nella condotta fognaria principale che corre sotto la linea del tram.
È un’operazione chirurgica indispensabile. Senza questo collegamento, l’edificio sarebbe rimasto una “scatola” bellissima appoggiata su un acquitrino.
Cosa succede adesso
Risolto (sulla carta) il nodo idraulico, la Ricciardello ha la strada spianata per chiudere il cantiere. Le ordinanze viabili sono state prorogate fino a marzo 2026 per permettere questi scavi e l’occupazione suolo.
Se non ci saranno altre sorprese dal sottosuolo messinese, la struttura dovrebbe essere consegnata entro l’anno, pronta per ospitare gli studenti a partire dal prossimo autunno. Un ritardo di oltre due anni sulla tabella di marcia, costato pazienza ai cittadini e disagi alla viabilità, e che continuerà a pesare fino a lavori ultimati. Interventi finora mai avviati per evitare di inaugurare uno studentato con i piedi nell’acqua.










