

Lo scontro politico a Spadafora travalica i confini dell’aula consiliare e approda definitivamente nelle aule di giustizia. Tania Venuto, ex sindaca del comune tirrenico, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di diffamazione. A trascinarla in tribunale è l’attuale primo cittadino, Lillo Pistone, bersaglio di pesanti accuse affidate ai social network nell’autunno del 2023.
La vicenda, che segna un nuovo capitolo nella tesa dialettica tra le due figure di spicco della politica locale, risale al 24 novembre 2023. Teatro della disputa non è stata la piazza, ma la bacheca virtuale della pagina Facebook “Cresciamo Spadafora”. Qui l’ex sindaca pubblicò due post dai toni ritenuti diffamatori, puntando il dito contro Pistone — all’epoca consigliere comunale di opposizione — accusandolo pubblicamente di aver utilizzato “espressioni verbalmente violente” all’indirizzo della responsabile dell’area economico-finanziaria dell’Ente durante una seduta del Consiglio. Un affondo che Pistone non ha lasciato cadere nel vuoto. L’allora consigliere contestò nell’immediato la ricostruzione dei fatti, bollando le dichiarazioni della Venuto come “assolute falsità” e procedendo senza indugio con una querela di parte a tutela della propria immagine.
A distanza di mesi, la magistratura ha vagliato la documentazione disponendo il rinvio a giudizio per l’ex sindaca. Nel procedimento penale che si andrà ad aprire, Lillo Pistone — oggi alla guida del Comune — si è costituito parte civile, assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Salvatore Silvestro. Sarà ora un giudice a stabilire se quei post abbiano superato il limite del diritto di critica politica, sfociando nella diffamazione.











