
L’interrogazione di Manuli e Corvaia svela i retroscena del veglione: autorizzazioni lampo concesse in giornata e divieti di ballo ignorati sotto gli occhi degli amministratori presenti in sala. Ufficialmente una cena di beneficenza, nei fatti una discoteca con biglietti fino a 150 euro. Intanto, all’indomani delle polemiche, il vicesindaco Sferra si dimette per «motivi personali»

Mentre i tappi di champagne saltavano salutando l’arrivo del 2026, qualcosa di meno effervescente ma molto più rumoroso accadeva nelle sale del Palazzo dei Congressi. Ufficialmente, agli atti, si stava svolgendo una «cena di raccolta fondi» per un’associazione sportiva, un evento sobrio, senza ballo, per centoventi commensali “amici e simpatizzanti”. Nella realtà, documentata dai social e dalle testimonianze, andava in scena tutt’altro: tavoli privè da 400 euro, effetti pirotecnici, consumazioni vendute alla cassa e una sala trasformata in discoteca. È il cortocircuito di Taormina: la città vetrina dove le regole sembrano scritte con l’inchiostro simpatico, visibili per alcuni, invisibili per altri.
A scoperchiare il vaso di Pandora di questo Capodanno «a due velocità» è un’interrogazione al vetriolo firmata dai consiglieri di “Rinascimento Taormina” (PRT), Luca Manuli e Nunzio Corvaia. I documenti raccontano una storia di ordinaria sciatteria amministrativa o, peggio, di favoritismo opaco.
La richiesta per l’evento arriva il 15 dicembre, quasi fuori tempo massimo. La risposta? Immediata. Nello stesso giorno, la Giunta delibera l’atto di indirizzo. Una velocità da record, che farebbe invidia alla burocrazia svizzera (oggi non più esempio purtroppo), se non fosse che qui siamo all’ombra dell’Etna e l’urgenza appare sospetta. Il canone viene fissato a poco più di 3.000 euro per due giorni, tariffa agevolata perché l’evento avrebbe “valore sociale”. Ma quale valore sociale ha un veglione commercializzato online con ingresso a 150 euro? E soprattutto: la licenza di Pubblica Sicurezza, firmata dal sindaco De Luca il 30 dicembre, vietava esplicitamente il ballo. Eppure, quella notte, si è ballato. E tra i danzatori, denunciano i consiglieri, c’erano assessori e consiglieri di maggioranza
Il sindaco De Luca ha costruito la sua narrazione sui “blitz”, sulle ispezioni a sorpresa, sull’intransigenza spettacolare. Ma la notte di San Silvestro, al Palazzo dei Congressi, i controllori erano fantasmi. «I blitz non possono essere un format di propaganda», attacca Manuli. Presenti quando giova alla narrazione, assenti quando in ballo (letteralmente) ci sono gli amici degli amici. È la gestione della “zona grigia”: si normalizza l’eccezione. Se hai le giuste conoscenze, un palazzo pubblico vincolato diventa una location privata; una raccolta fondi diventa business; la sicurezza diventa un optional.
Ma in politica le coincidenze non esistono. E così, all’indomani del polverone sollevato dall’opposizione, arriva il colpo di scena: le dimissioni del vicesindaco Jonathan Sferra. Motivi personali, dice la nota ufficiale. Una «singolare coincidenza temporale», ribatte il gruppo PRT, che vede nel passo indietro un nesso causale con la gestione allegra dei beni comuni. La questione va oltre la singola festa. Riguarda il modello di città. Taormina non può essere un “Far West” dove i beni identitari sono trattati come «scorciatoie di propaganda» o spazi a disposizione di pochi. Serve un calendario annuale, servono bandi trasparenti, servono regole che valgano per il circolo sportivo come per l’imprenditore internazionale.
L’alternativa è restare intrappolati in questa provincia dell’anima, dove il potere si esercita concedendo favori, e dove un Palazzo dei Congressi può diventare, per una notte, il simbolo di tutto ciò che non funziona nel rapporto tra politica e legalità. Le dimissioni del vicesindaco forse chiudono un capitolo, ma la domanda resta: chi pagherà per quella notte in cui le regole sono rimaste fuori dalla porta?

NOTA PER LA STAMPA
Palazzi pubblici: basta concessioni “di parte”. Servono regole chiare, uguali per tutti.
Taormina, 12 gennaio 2026 – Negli ultimi giorni si sono moltiplicate concessioni e utilizzi dei palazzi storici cittadini per eventi e iniziative dall’evidente impronta faziosa. Episodi diversi, stesso problema: beni identitari trattati come spazi a disposizione di pochi, con comunicazioni ambigue e criteri non chiaramente verificabili. PRT ribadisce che gli immobili pubblici non sono palchi per
manifestazioni di parte né scorciatoie di propaganda: vanno amministrati con metodo, trasparenza e imparzialità.
La linea è semplice: regole uguali per tutti, note prima di ogni concessione. Ciò significa calendario annuale delle disponibilità, finestra pubblica per le richieste, criteri e canoni esplicitati ex ante, obblighi di sicurezza e capienze verificate, coerenza con la vocazione culturale dei luoghi, pubblicazione ex post di chi ha chiesto, ottenuto e a quali condizioni. È l’unico modo per evitare
zone grigie, sospetti e conflitti con gli operatori che investono sul territorio.
Un’ulteriore nota riguarda il metodo dei cosiddetti “blitz”. Il Sindaco ha fondato molta della propria comunicazione su intransigenti controlli lampo; eppure, nella notte di Capodanno, non risulta alcun riscontro puntuale al Palazzo dei Congressi, mentre oggi si tenta di correre ai ripari. Alla luce di note stampa, articoli e richieste in Consiglio, è difficile sostenere che non fosse informato: il rischio è che i “blitz” appaiano a orologeria, presenti quando giova alla narrazione e assenti quando servirebbe prevenzione e imparzialità.
«I blitz non possono essere un format di propaganda. Nella notte di Capodanno al Palacongressi non si è visto alcun controllo; oggi si prova a rimediare. Con segnalazioni pubbliche e domande poste in Aula, è arduo sostenere che non si sapesse. Questo metodo non ci appartiene: servono regole uguali per tutti e controlli veri, tracciabili e imparziali, non interventi ad orologeria.» — Luca Manuli,
Consigliere Comunale (PRT) «I palazzi di Taormina non possono diventare strumenti di parte: servono criteri preventivi e trasparenza totale. Senza regole chiare si alimenta sfiducia e si penalizza chi lavora correttamente.»
— Alessio Bonesoli, PRT
«Valorizzare significa programmare: funzioni coerenti con la storia dei luoghi, qualità della proposta, numeri tracciabili. Taormina merita serietà amministrativa, non improvvisazione comunicativa.» — Marco Rao, PRT.
Nel frattempo, ieri 11 gennaio 2026 i consiglieri Luca Manuli e Nunzio Corvaia hanno inviato un’interrogazione scritta al Sindaco e agli assessori sulla concessione del Palazzo dei Congressi per la “Cena di Fine Anno” della Football Club Taormina ASD. L’atto chiede piena luce su presupposti, procedure e condizioni applicate, con risposte puntuali su capienze, canoni, finalità dichiarate e
coerenza tra atti e svolgimento effettivo degli eventi. PRT seguirà l’iter e renderà pubblici gli esiti.
Apprendiamo inoltre delle dimissioni, rassegnate questa mattina, del vicesindaco Jonathan Sferra per motivi personali. PRT prende atto della scelta, fa i migliori auguri a Sferra per il futuro e nota la singolare coincidenza temporale, auspicando che le questioni aperte su concessioni e gestione dei palazzi comunali ricevano presto la chiarezza che la città merita.
PRT continuerà a vigilare perché i beni comuni restino davvero di tutti: regole semplici, stabili e controllabili sono la base di una città credibile e vivibile.
Taormina, 12 gennaio 2026
Alessio Bonesoli – PRT
Luca Manuli – PRT
Marco Rao – PRT









