
Dopo lo scontro con il sindaco Basile arriva l’addio della commissaria. Il nuovo incaricato dovrà chiudere la partita della gestione mista. I comitati: «Tradita la volontà popolare»

Cambio della guardia al vertice dell’Assemblea idrica territoriale di Messina. Quella che fino a pochi giorni fa sembrava solo una frizione istituzionale si è consumata in un addio formale: Rosaria Barresi, commissaria ad acta dell’Ati, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto, il governatore Renato Schifani ha già calato il nuovo asso, nominando Fabrizio Fiorito, attuale capo di Gabinetto dell’assessore regionale all’Energia Paolo Colianni. Una mossa che segna non solo un cambio tecnico, ma un’accelerazione politica su uno dei dossier più scottanti per la città: la gestione dell’acqua.
Le dimissioni della Barresi arrivano al culmine di un braccio di ferro con Federico Basile. Il sindaco della Città Metropolitana aveva chiesto a gran voce un passo indietro della commissaria, accusandola di «immobilismo» e contestando la linea che porta dritta verso una gestione mista (51% ai privati, 49% pubblica) della futura Messinacque Spa. Basile, in contrapposizione al modello privatistico, aveva tentato di riportare la competenza in mano all’assemblea dei sindaci. La risposta è arrivata il 24 dicembre, ma è deflagrata solo ora: Barresi ha rimesso il mandato con decorrenza dal primo gennaio 2026, lasciando la patata bollente nelle mani della Regione.
Palermo non ha perso tempo. Schifani, valutato il curriculum, ha scelto Fabrizio Fiorito per traghettare l’ente fino alla piena operatività del gestore unico. Una scelta che sposta anche gli equilibri politici interni alla maggioranza regionale: se la Barresi era considerata vicina all’ex assessore Roberto Di Mauro, Fiorito è uomo di fiducia dell’attuale titolare dell’Energia, Colianni. Il mandato è chiaro: procedere senza indugi agli adempimenti per l’affidamento del servizio.
La tabella di marcia è già tracciata e i tempi sono stretti. Giuseppe Torre, direttore generale dell’Ati Messina, ha delineato le tappe che porteranno all’ingresso dei privati. Entro il 15 gennaio la Centrale unica di committenza regionale pubblicherà l’avviso di pre-informazione. Seguiranno 35 giorni per le manifestazioni di interesse — sono già quattro gli operatori alla finestra — e ulteriori 90 giorni per le offerte economiche. «Se tutto procede a regime — conferma Torre — entro maggio potrebbe essere disposta l’aggiudicazione della gara».
Mentre la macchina amministrativa corre verso la privatizzazione parziale, il fronte del “no” alza i toni. Il Comitato Vogliamo l’acqua dal rubinetto punta il dito contro la sordità delle istituzioni: «Perché si insiste su una gestione in contrasto con il volere dei cittadini e degli enti locali, che hanno ribadito il favore per l’acqua pubblica?». Una domanda che suona come una sfida aperta ai sindaci del Messinese e alla politica regionale, chiamati ora a scoprire le carte in maniera definitiva.











L’acqua è poca, il 50% di quel poco si perde nelle condutture colabrodo ed il restante 50% lo “regaliamo” ai privati!!!
Cmq, la prossima estate, le piscine a Ganzirri-Torre Faro, tipo quella del caro Francantonio, saranno piene ed efficenti.
Cosa non si fa per rendere felici i bambini!!!