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Tar Lazio dà ragione a candidata docente per idoneità a Università Messina. Legali messinesi, “precedente molto importante”.

- 09/01/2026
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Con sentenza n.23964 il T.A.R. Lazio, sede di Roma, è tornato ad occuparsi della controversa questione, oggi, peraltro, al centro del dibattito parlamentare, relativa alla procedura prevista dalla legge per il reclutamento del personale accademico universitario, subordinato al preliminare conseguimento dell’Abilitazione Scientifica Nazionale, rilasciata da una apposita Commissione di nomina ministeriale composta da professori qualificati, all’esito di una valutazione avente ad oggetto i titoli e le pubblicazioni presentate dal candidato.

Nella specie, la candidata, già di seconda fascia presso l’Università degli Studi di Messina, ha impugnato il giudizio di “non idoneità” allo svolgimento delle funzioni di Professore Universitario di prima fascia, espresso dalla Commissione giudicatrice nell’ambito della procedura indetta con DD n.1796/2023 del Ministero dell’Università e della Ricerca, per effetto del quale le veniva, quindi, negata la relativa ambita abilitazione scientifica. Il T.A.R Roma, in accoglimento del ricorso degli avvocati Antonio Lanfranchi e Marco Zappia del foro di Messina, che hanno osservato che il giudizio sulle pubblicazioni era “affetto da vizio di motivazione” non risultando “comprensibile il percorso logico sotteso al giudizio negativo espresso”, non venendo “esplicitati in modo chiaro e comprensibile i rilievi che hanno condotto la Commissione a non riconoscere l’abilitazione”.

La sentenza in commento costituisce – aggiungono i legali – un’importante occasione per i giudici amministrativi per ricordare che il giudizio di valore espresso dalla Commissione, ancorché affidato alla discrezionalità tecnica della stessa, non può tuttavia discostarsi dai criteri e dai parametri che la legge prevede per il rilascio dell’Abilitazione scientifica nazionale“.

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