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​Il teletrasporto di Palazzo Zanca: quando Messina diventa Susa per “copia e incolla”​

- 09/01/2026
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C’è chi sogna il Ponte e chi, a Palazzo Zanca, ha evidentemente già perfezionato il teletrasporto. Senza passare dallo Stretto, l’amministrazione Basile ci ha traslocati direttamente in Piemonte, precisamente in Val di Susa. Non è un gemellaggio, né una nuova strategia geopolitica, ma l’ennesimo, imbarazzante scivolone di una burocrazia che viaggia col pilota automatico inserito e gli occhi bendati.

​L’episodio, che strappa un sorriso amaro, è nero su bianco nella Deliberazione di Giunta n. 13 dell’8 gennaio 2026. L’argomento è nobile e importante: l’adozione della “Carta Europea della Disabilità”, uno strumento di civiltà per l’inclusione sociale. Peccato che, leggendo l’oggetto dell’atto — scritto in lettere maiuscole e ben visibili — lo schema di convenzione non sia tra il Comune di Messina e la Presidenza del Consiglio, bensì tra il «COMUNE DI SUSA E PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI».

Sì, avete letto bene. Susa. Provincia di Torino.

La gaffe non è un caso isolato, ma un errore a cascata che parte dalla proposta n. 1113 del 29 dicembre 2025, firmata dall’assessore Alessandra Calafiore, e si trascina persino nel parere di regolarità tecnica allegato, dove il “Comune di Susa” campeggia indisturbato così come su tutti gli altri.

La domanda sorge spontanea: ma qualcuno legge quello che firma? Alla seduta erano presenti il Sindaco Basile e ben nove assessori (Mondello, Caruso, Caminiti, Calafiore, Cannata, Cicala, Minutoli, Carreri). Tutti hanno votato all’unanimità. C’era anche il Segretario Generale per la verbalizzazione. Possibile che a nessuno, tra dirigenti che appongono pareri e amministratori che alzano la mano, sia caduto l’occhio su quel “Comune di Susa” stampato in testa al documento?

Siamo di fronte all’apoteosi dell’amministrazione “copia e incolla”. Si prendono modelli di altri enti, si importano file, e nella frenesia di produrre atti — forse per dimostrare efficienza o forse solo per svuotare le scrivanie — si dimentica la cura minima: rileggere.

​All’interno del testo, per carità, il nome di Messina compare, come quando si “formula atto di indirizzo favorevole all’adesione del Comune di Messina”. Ma questo rende l’errore nel titolo ancora più grottesco: un corpo estraneo in un atto ufficiale che dovrebbe essere impeccabile.

​È questa la velocità che serve alla città? Una corsa affannosa che sacrifica la forma e la sostanza sull’altare della sciatteria amministrativa? Se per approvare una convenzione sui diritti dei disabili dobbiamo prendere in prestito l’identità di un comune piemontese, forse è il caso di fermarsi un attimo, spegnere il pilota automatico e ricominciare a leggere le carte. Prima che, alla prossima delibera, ci ritroviamo annessi al Canton Ticino.

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