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Dipendenze, la Sicilia completa la rete anti-crack. Schifani: «Impegno mantenuto, ora il lavoro»

- 08/01/2026
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PALERMO – Dalla norma alla “messa a terra”. La Sicilia chiude il cerchio sul contrasto alle dipendenze patologiche, trasformando i dettami della legge regionale n. 26 dell’ottobre 2024 in un’infrastruttura operativa reale. La rete regionale anti-crack è ufficialmente completata: un sistema integrato che copre ora l’intero territorio isolano, disegnato per non lasciare zone d’ombra in un’emergenza sociale che ha scosso profondamente le cronache recenti.

I numeri dell’operazione descrivono una copertura capillare. Sono nove i centri ad “alta soglia” attivati, uno per ogni provincia. Si tratta di strutture residenziali operative 24 ore su 24, presidi intensivi dove medici, psicologi ed educatori offrono continuità assistenziale ai casi più complessi. Ma la strategia non si ferma alle mura degli ospedali o delle comunità: le Asp hanno acceso i motori delle unità mobili, i servizi di “bassa soglia”. Una per provincia, fino a tre nelle città metropolitane, queste unità hanno il compito più difficile: scendere in strada, ridurre il danno e intercettare chi, nel vortice della dipendenza, non varcherebbe mai spontaneamente la soglia di un SerD.

«Ho seguito personalmente l’attuazione di questa legge che abbiamo fortemente voluto – commenta il presidente della Regione, Renato Schifani –. Oggi diamo risposte concrete a tante famiglie siciliane. È un sistema complesso, che ha richiesto il coordinamento di diversi enti, ma il risultato è raggiunto». Per il governatore, la rete non è un punto d’arrivo statico, ma dinamico: «Non ci limitiamo alla cura, intendiamo accompagnare le persone in un vero percorso di rinascita. Continueremo a monitorare l’operatività della rete, pronti a intervenire tempestivamente se dovessero emergere criticità».

La vera scommessa della “fase due”, però, si gioca sul dopo-cura. Il modello siciliano punta a spezzare il circolo vizioso della ricaduta attraverso l’indipendenza economica. Entro gennaio sarà pubblicato un bando da 4 milioni di euro, finanziato con risorse del Fondo sociale europeo. L’obiettivo è ambizioso: coinvolgere le Agenzie per il lavoro per finanziare progetti destinati a circa 550 giovani usciti dal tunnel della dipendenza. Una politica sociale che, nelle intenzioni di Palazzo d’Orléans, mira a restituire non solo la salute, ma un ruolo attivo nella società.

schifani ars