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Città Metropolitana, è scontro sulla riorganizzazione. I sindacati al DG Campagna: «Urgenza? Ma se mancano ancora le carte»

- 07/01/2026
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MESSINA – È un braccio di ferro che si consuma a colpi di note interne e protocolli urgenti quello scoppiato tra i vertici della Città Metropolitana e le sigle sindacali. Al centro della contesa c’è il riassetto organizzativo dell’Ente, una partita che il Direttore Generale, Giuseppe Campagna, intende chiudere in fretta. Troppo in fretta, secondo i sindacati, che denunciano un paradosso burocratico: si invoca l’urgenza, ma mancano i documenti fondamentali per capire come cambierà la macchina amministrativa.

La miccia si è accesa il 7 gennaio 2026. Con una nota formale, il DG Campagna ha trasmesso alle parti sociali la nuova macrostruttura dell’Ente, respingendo al mittente la richiesta di rinvio del confronto. La motivazione di Palazzo dei Leoni è netta: c’è la «necessità di procedere con urgenza al riassetto organizzativo». Tuttavia, nella stessa comunicazione, il Direttore Generale ammette un dettaglio non trascurabile: il funzionigramma, ovvero la mappa dettagliata dei compiti e delle responsabilità, non c’è. «Verrà trasmesso non appena completato dagli Uffici a ciò preposti», si legge nel documento.

La reazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Csa e Uil Fpl non si è fatta attendere ed è durissima. In una nota congiunta inviata al Sindaco Metropolitano e allo stesso DG, le sigle parlano di un comportamento che va «esattamente nel senso opposto» a quello di un confronto costruttivo. Per i rappresentanti dei lavoratori (firmata da Fucile, Bicchieri, Fotia e Andronico), la procedura è viziata da una «incompleta informativa»: convocare un tavolo a poche ore dall’invio di documenti parziali non è accettabile.

Ma è sulla logica dell’amministrazione che i sindacati affondano il colpo decisivo, sottolineando l’evidente contraddizione: «Come può essere urgente discutere su un argomento quando gli uffici non hanno ancora completato gli atti?». Una domanda retorica che prelude alla battaglia legale.

Il fronte sindacale ha infatti alzato il livello dello scontro, avvertendo che, in caso di «ulteriore resistenza», si procederà ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale. Il messaggio è chiaro: la riorganizzazione serve allo sviluppo dell’Ente e ai cittadini, ma non si può costruire una casa nuova senza aver prima disegnato le stanze. E al momento, a Palazzo dei Leoni, manca proprio la planimetria.

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