

Sotto la lente della Procura finiscono due ex segretari amministrativi e un ex direttore di dipartimento. Le accuse sono di concorso in peculato e falso. Nelle prossime ore i primi interrogatori.L’onda lunga del caso Cuzzocrea continua a scuotere l’Università di Messina. Non si ferma al vertice, ma scende lungo la catena di comando amministrativa e accademica l’inchiesta che, nell’ottobre del 2023, aveva portato alle traumatiche dimissioni dell’ex Magnifico Rettore, Salvatore Cuzzocrea.
La Procura peloritana ha deciso di allargare il raggio d’azione. Al centro del fascicolo, che già a novembre aveva fatto scattare un imponente sequestro di beni per 2,5 milioni di euro a carico dell’ex rettore, ora compaiono tre nuovi nomi. Non figure di secondo piano, ma profili che hanno ricoperto ruoli chiave nella gestione contabile e amministrativa del Dipartimento di Scienze chimiche, biologiche, farmaceutiche e ambientali.
I nuovi iscritti nel registro degli indagati
Le sostitute procuratrici Liliana Todaro e Roberta La Speme, con il coordinamento del procuratore aggiunto Rosa Raffa, hanno iscritto nel registro degli indagati tre funzionari e docenti. Le ipotesi di reato sono pesanti: concorso con Cuzzocrea in più ipotesi di peculato e falso.
Si tratta di:
Leonarda Urzi’, segretaria amministrativa del dipartimento fino al 2022.
Antonino Zagami, che le è succeduto nel ruolo di segretario amministrativo dal 2022 al 2023.
Sebastiano Campagna, direttore del dipartimento dal 2019 al 2023.
Il meccanismo dei rimborsi
La tesi degli inquirenti punta a scardinare il sistema di controlli interni. Secondo l’accusa, le ingenti somme rimborsate a Cuzzocrea – rimborsi che costituiscono il cuore dell’inchiesta – non avrebbero potuto essere erogate senza il vaglio, o quantomeno il mancato controllo, di chi aveva la responsabilità amministrativa di firmare quegli atti.
Se Cuzzocrea è la figura centrale che ha beneficiato dei fondi, i nuovi indagati rappresenterebbero, secondo l’impianto accusatorio, i “validatori” necessari affinché quelle procedure andassero a buon fine.
I prossimi passi
La giustizia si muove ora con tempi rapidi. Già nelle prossime ore, i tre nuovi indagati compariranno davanti ai Pubblici Ministeri. Sarà il momento della verità: assistiti dai loro legali, avranno l’opportunità di rispondere alle domande degli inquirenti, chiarire le proprie posizioni e tentare di smontare l’ipotesi del concorso nei reati contestati all’ex rettore.
Il contesto
L’inchiesta nasce dalle verifiche sui rimborsi milionari ottenuti dall’ex Rettore Cuzzocrea durante il suo mandato. Una vicenda che ha portato prima alle sue dimissioni nell’autunno del 2023 e, successivamente, al sequestro preventivo di beni per due milioni e mezzo di euro eseguito dalla Guardia di Finanza.








