
Ambasciatore Cornado: “Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie”. Al Niguarda arrivate la 15enne Sofia e la 16enne Francesca

“Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie“. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a margine di un punto stampa a Crans-Montana, dove nella strage di giovanissimi durante la notte di Capodanno, nell’incendio al locale Le Constellation, sono morte almeno 40 persone.
L’ambasciatore ha escluso, per il momento, la presenza di vittime italiane. “In base ai dati della Farnesina – ha aggiunto – abbiamo 14 feriti di nazionalità italiana, 7 dei quali ricoverati in Svizzera, 7 al Niguarda e 6 dispersi”. Ancora incerte le sorti di Sofia Prosperi, ragazza italiana ancora dispersa e presente all’interno del locale andato a fuoco la notte di Capodanno.
Alle famiglie “hanno detto che le procedure di identificazione continueranno tra oggi e domani e dovrebbero essere completate in gran parte entro domani. In alcuni casi invece occorrerà attendere più tempo”, ha riferito l’ambasciatore italiano. Le autorità locali “hanno anche precisato e ribadito che saranno informate le famiglie delle vittime da parte dell’autorità locali e solo successivamente le ambasciate e i consolati”.
Le indagini della magistratura elvetica procedono per attribuire le responsabilità. Dai video emersi sui social il soffitto del ‘Le Constellation’ risultava ricoperto di schiuma altamente infiammabile, ma aveva superato tre ispezioni di sicurezza in dieci anni. Le autorità svizzere “hanno effettuato molti interrogatori per accertare le responsabilità e faranno delle indagini a tutto campo”, ha aggiunto Cornado.
I corpi di quattro svizzeri, tra cui due minorenni, sono stati identificati e consegnati alle loro famiglie, ha reso noto la polizia cantonale del Vallese. Dopo questa tragedia, ha scritto la polizia in un comunicato, “l’importante lavoro di identificazione” condotto “dalla polizia cantonale vallesana, dal DVI (Disaster Victim Identification) e dall’Istituto di medicina legale ha permesso di identificare, in questa fase, due donne svizzere di 21 e 16 anni e due uomini svizzeri di 18 e 16 anni”. “I corpi delle persone decedute sono stati consegnati alle loro famiglie. Le indagini e le procedure di identificazione relative alle altre vittime, decedute o ferite, proseguono attivamente”, ha aggiunto la polizia.
Sono sedici i francesi rimasti feriti nell’incendio e nove risultano ancora dispersi, secondo un nuovo bilancio comunicato dal ministero degli Affari Esteri.
Al Niguarda arrivate la 15enne Sofia e la 16enne Francesca
A Milano è atterrato nel primo pomeriggio all’ospedale Niguarda l’elicottero che ha trasportato da Losanna la 15enne Sofia, una delle ragazze coinvolte nell’incendio. Si tratta dell’ottavo paziente preso in carico dal Centro ustioni della struttura meneghina e, come spiegato stamattina dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, è l’unico arrivo previsto per oggi nell’ospedale milanese, per quanto riguarda i ragazzi ricoverati attualmente in Svizzera.
Nel pomeriggio è inoltre arrivata una nuova paziente. Lo riferiscono dall’ospedale. Ha 16 anni, è proveniente da Zurigo ed era stata definita precedentemente “non trasportabile”, ma le ultime valutazioni dei sanitari svizzeri ne hanno autorizzato il trasporto, spiegano dalla struttura. A quanto si apprende, si tratterebbe di Francesca, giovane studentessa residente a Milano. La sua situazione si conferma grave. Sale a 9 il numero dei pazienti ora ricoverati al Niguarda.
Comandante dei vigili del fuoco: “In Svizzera mai vista una cosa del genere”
“Sono orgoglioso dei miei ragazzi”, ha detto il comandante dei vigili del fuoco della stazione locale, David Vocat. A Crans-Montana sono tutti pompieri volontari. “Siamo in 72, la notte del rogo eravamo in 15 a essere operativi – ha spiegato – Abbiamo ricevuto la prima richiesta di aiuto all’1.30, in cinque minuti eravamo sul posto”. Vocat ha poche parole per descrivere la situazione: “Era una guerra”. Tantissimi i giovani che urlavano, chiamavano i soccorsi per i loro amici e si accalcavano per uscire dal locale in fiamme. “In Svizzera non abbiamo mai visto una cosa del genere”, ha detto il comandante dei vigili del fuoco.
La cittadina montana resta scossa, ma la popolazione non si è fatta attendere e ha spalancato le sue porte. “La comunità sta facendo di tutto per aiutare le famiglie coinvolte da questa tragedia”, ha concluso Vocat.
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