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Messina, il centrodestra serra i ranghi. De Luca risponde col disco rotto: “sedute spiritiche”, ma il sarcasmo non copre più i vuoti

- 29/12/2025
germana

Centrodestra unito: “Basta guidare Messina da remoto”. De Luca si rifugia nelle solite battute, ma il repertorio è finito

Il centrodestra batte un colpo. Secco, unitario. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Grande Sicilia-Mpa e Udc si sono seduti allo stesso tavolo. Non per un caffè, ma per tracciare una linea di confine: di qua chi vive e amministra Messina, di là chi la usa. La nota congiunta diffusa oggi è più di un comunicato stampa, è una diffida di sfratto politico indirizzata a chi governa la città per procura.

Il messaggio colpisce il nervo scoperto dell’amministrazione Basile (e del suo dante causa): «Messina deve tornare protagonista, guidata da chi la vive, non da chi pensa di volerla utilizzare esclusivamente per i propri fini elettorali». La traduzione dal politichese è netta e non lascia all’interpretazione: basta essere il trampolino di lancio per le ambizioni, spesso frustrate, di Cateno De Luca. Il centrodestra mette sul piatto la necessità di gestire gli investimenti storici in arrivo con “competenza” e non con le direttive impartite ai “militanti di partito” da un leader che gioca su altri tavoli. Si parla di Università, imprenditori, società civile. Si parla di un’alternativa di governo costruita sul territorio, non telecomandata.

E la reazione? Di fronte a un’opposizione che prova a fare massa critica, la replica di Cateno De Luca è disarmante. Il leader di Sud Chiama Nord rispolvera il vecchio repertorio delle “sedute spiritiche”. Una metafora logora, trita e ritrita, che ormai ha perso qualsiasi verve polemica.

Laddove servirebbe un confronto sui contenuti o una difesa politica alta, arriva la solita formula linguistica annacquata. La nota di risposta trasuda un risentimento stanco, una difesa in extrema ratio che scambia la ripetitività per coerenza. Definire gli incontri degli avversari “sedute spiritiche” non è più graffiante, è solo la spia rossa di una riserva di argomenti ormai in esaurimento. È la dialettica di “regime” che, non avendo più nulla di stimolante da proporre, si rifugia nel sarcasmo scaduto.

Il centrodestra promette “scelte coraggiose” e una classe dirigente senza guinzaglio. Dall’altra parte, il disco rotto delle battute a effetto non copre il rumore di un consenso che si interroga sulla sostanza. Messina merita di più delle solite, vecchie, battute.

de luca lo giudice
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La replica di De Luca:

«Ancora una volta arrivano attacchi nei miei confronti da pseudo personaggi politici che a Messina vorrebbero tornare ai vertici dell’amministrazione dopo aver fatto disastri. Si spacciano per il nuovo, ma sono gli stessi che hanno violentato politicamente questa città.

Esistono sia a destra che a sinistra e oggi pretendono persino di dare lezioni su come si amministra. Sono gli stessi che continuano a fare sedute spiritiche, nel goffo tentativo di screditare i risultati che prima l’amministrazione De Luca e oggi quella Basile stanno concretamente portando a casa. Sedute spiritiche che, a essere sinceri, sono contro la città.

Messina merita molto di più rispetto a questi personaggi. E noi, grazie ai risultati ottenuti, siamo oggi nelle condizioni di garantirlo. Non dimentichiamo come abbiamo ereditato la città dopo anni di amministrazioni di centrodestra e centrosinistra: una “non città”, piegata da scelte scellerate.

Oggi abbiamo quasi del tutto cancellato quel disastro, riportando Messina a un livello di normalità. Adesso, con una visione strategica chiara, stiamo lavorando affinché la città diventi un traino per l’intera Regione Siciliana.

Chi ha tradito la fiducia dei messinesi non ha alcun titolo per proporsi come alternativa. I messinesi non dimenticano gli anni bui causati da politiche irresponsabili».