

Messina si sveglia oggi più silenziosa, orfana di una voce che per decenni ha saputo raccontare l’identità più profonda della città e dell’intera isola. All’età di 88 anni si è spento Lillo Alessandro, e definire questa perdita semplicemente come la scomparsa di un “uomo di spettacolo” sarebbe un torto alla sua memoria. Alessandro è stato molto di più: un patriarca del folklore, un instancabile custode delle tradizioni, l’uomo che ha preso per mano la storia popolare messinese per condurla, con orgoglio, sui palcoscenici di tutto il mondo.
Nato e cresciuto all’ombra dei Peloritani, Lillo Alessandro aveva capito fin da giovane che il folklore non è cenere da conservare, ma fuoco da alimentare. La sua non era una semplice passione, ma una missione culturale rigorosa. Alla guida dello storico gruppo dei Canterini Peloritani, non si è limitato a dirigere un coro: ha trasformato ogni esibizione in un atto di recupero storico. Credeva fermamente che ogni stornello, ogni passo di danza e ogni piega di un abito tradizionale fossero frammenti preziosi di una storia collettiva che rischiava l’oblio.
Chi lo ha conosciuto ricorda il suo approccio quasi etnografico: Alessandro non improvvisava. Ricercava, trascriveva e studiava le melodie antiche con la meticolosità di uno scienziato e le riproponeva con il cuore di un innamorato della sua terra. È grazie a questa dedizione che il volto più autentico della Sicilia ha potuto viaggiare, varcando i confini nazionali e rendendo il gruppo un punto di riferimento internazionale per la cultura demologica.
Il suo orizzonte, tuttavia, non si è mai fermato allo Stretto. Il suo impegno lo ha portato a ricoprire per lungo tempo la carica di presidente nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari (FITP). In anni in cui la modernità rischiava di accantonare le radici contadine e popolari, Lillo Alessandro ha lottato per restituire loro dignità, promuovendo festival e scambi culturali che hanno tenuto vivo il dialogo tra le diverse anime del folklore italiano.
Oltre alla voce calda e alla presenza scenica inconfondibile, ci lascia un’eredità tangibile fatta di libri, ricerche e componimenti originali. In queste pagine, scritte con un rispetto vivo e vibrante, continua a pulsare il ritmo della Sicilia più genuina. Oggi, mentre Messina saluta il suo cantore, resta la certezza che la sua opera non andrà perduta: Lillo Alessandro ha insegnato a generazioni di messinesi che guardare al passato è l’unico modo per dare un senso profondo al presente.











