

Non si placa la polemica sulla gestione dei fondi al comune di Taormina. Dopo le critiche avanzate dal professor Fabrizio Micari, componente del direttivo di Italia Viva Sicilia, riguardo la legittimità del “prestito” da un milione di euro imposto dal sindaco Cateno De Luca al bilancio comunale in favore del GAL Peloritani, è arrivata la reazione scomposta dello stesso De Luca.
A fronte di un attacco definito “pesante e minaccioso, condito anche da qualche insulto“, il professor Micari ha replicato con una nota garbata nei toni ma affilata nella sostanza, respingendo le aggressioni personali e rilanciando la sfida sul piano politico.
“Anche l’on. Cateno De Luca, dopo il dott. Iacolino, mi attacca su FB per aver io esercitato, del tutto legittimamente, il diritto di critica politica”, esordisce Micari.
Il docente universitario ribadisce il cuore della questione: “Quella delle sagre e delle feste organizzate dal GAL Taormina e Peloritani utilizzando fondi pubblici e invariabilmente concluse da un comizio dell’on. De Luca. Questione non nuova, in verità, dal momento che è stata oggetto di una interrogazione da parte dell’opposizione in consiglio comunale a Taormina”.
Micari rivendica la coerenza della sua posizione, ricordando di aver sempre stigmatizzato il fenomeno delle “mance” all’ARS e l’uso di fondi pubblici per eventi finalizzati alla raccolta del consenso. “Di cosa si stupisce l’on. De Luca se la medesima condanna colpisce le feste organizzate dal GAL utilizzando fondi europei?”
La parte più tagliente della replica di Micari riguarda l’insulto personale ricevuto, quello di “trombato della politica”, riferito alla sconfitta del professore alle elezioni regionali del 2017.
“Mal comune mezzo gaudio, sarei tentato di dire“, scrive Micari, “essendo stato anche lei ‘trombato’ alle analoghe elezioni del 2022. Ma con una differenza”.
Il professore entra quindi nell’analisi delle due sconfitte: “Nel 2017 io persi, pur raccogliendo 400.000 voti, contro la destra unita e compatta con Musumeci, il M5S nel pieno della sua impetuosa ondata di crescita ed il ‘fuoco amico’ del Movimento Cento Passi. Nel 2022 lei perse contro una destra divisa e poco convinta nel sostegno a Schifani, il M5S che aveva perso la sua massima spinta propulsiva ed un centrosinistra con un candidato ‘finto’, come gli eventi successivi hanno dimostrato. Condizioni molto più favorevoli, senza dubbio. Non saprei chi è stato più ‘trombato’ dei due…“
Micari affonda il colpo anche sull’attuale posizionamento politico di De Luca: “Non solo: dopo essere stato eletto per fare l’opposizione, dopo aver minacciato fuoco e fiamme contro il sistema, si è acquattato in maggioranza e omologato anche al sistema delle mancette”.
Infine, il docente accetta la sfida di un dibattito pubblico, ma a condizioni diverse: “Nessuna paura, anzi, sarei molto felice di un confronto pubblico con lei, quando preferisce. Ma non per parlare solo di GAL e di Taormina. Parliamo di Sicilia e dei problemi dei Siciliani, confrontiamoci sull’economia, sulla povertà, sulle infrastrutture, sui rifiuti, sulla siccità, anche sul Ponte sullo Stretto, se vuole. Certamente sarebbe molto più interessante per i Siciliani”.











