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Stalking: imputato messinese assolto in Appello per vizio di mente

- 22/10/2025
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Ribaltata la sentenza di primo grado. Decisiva la perizia psichiatrica: “Incapace di intendere e di volere al momento del fatto”

La Corte d’Appello di Messina assolve un uomo del comprensorio nebroideo dall’accusa di atti persecutori, riconoscendo la sua totale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

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L’imputato era stato accusato da una donna, con la quale aveva in passato instaurato una frequentazione, di aver posto in essere reiterate condotte moleste. Secondo l’accusa, l’uomo si era reso responsabile di gravi minacce, ingiurie e intimidazioni, oltre a svariati appostamenti presso l’abitazione della parte offesa, il suo luogo di lavoro e altri luoghi pubblici da lei frequentati.

In primo grado, il Tribunale di Patti, al termine del rito abbreviato, aveva emesso una sentenza di condanna.

La difesa dell’uomo, sostenuta dall’avvocato Massimiliano Fabio, ha però presentato appello, proponendo diverse eccezioni. Il legale ha richiesto l’esclusione di una circostanza aggravante e ha insistito perché l’attenuante del vizio di mente fosse riconosciuta come preminente, andando a incidere sulla valutazione del dolo (l’intenzionalità) del reato.

Nel giudizio d’appello, la Corte ha accolto la richiesta di approfondimento e ha disposto un accertamento peritale. Lo specialista incaricato ha confermato che l’imputato risulta affetto da gravi patologie psichiatriche, rilevando una chiara connessione tra la malattia in atto nel periodo di contestazione e la tipologia di reato (atti persecutori) per cui l’uomo era a processo.

Riformando la sentenza di primo grado, la Corte d’Appello ha quindi assolto l’imputato con la formula “perché incapace di intendere e di volere al momento del fatto”. La sentenza ha inoltre dichiarato l’immediata inefficacia della misura cautelare applicata all’uomo, che si trovava sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza.

avv. Massimiliano Fabio
avv. Massimiliano Fabio
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