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TAORMINA, FARI DELLA PROCURA SUI FINANZIAMENTI A “SUD CHIAMA NORD”. IPOTESI DI INDAGINE SU DE LUCA

- 02/10/2025
de luca al lavoro 1

Messina – Un’inchiesta riservata, avviata da mesi dalla Procura di Messina sotto la guida di Antonio D’Amato, scuote le fondamenta del movimento politico “Sud chiama Nord“. Al centro delle indagini, i cospicui finanziamenti e contributi versati al partito guidato dal sindaco di Taormina e deputato regionale, Cateno De Luca. La vicenda, già ampiamente documentata da tempo con numerosi articoli da Voce di Sicilia, ed oggi riportata su Gazzetta del Sud, sembra aver compiuto un salto di qualità con l’acquisizione di atti presso il Comune di Taormina da parte della Guardia di Finanza della Compagnia ionica.

Sebbene il fascicolo rimanga al momento blindato, le indiscrezioni trapelate delineano un quadro investigativo complesso. Gli inquirenti, che comprendono anche i Carabinieri, starebbero esaminando una prassi consolidata di versamenti effettuati da una variegata platea di soggetti – politici, amministratori pubblici, imprenditori e funzionari – che orbitano attorno alla leadership di De Luca. L’attenzione della magistratura si concentrerebbe sulla liceità di tali contributi, soprattutto in relazione a nomine in enti di sottogoverno, all’aggiudicazione di appalti pubblici o all’inserimento in subappalti nei comuni di Messina e Taormina.

Il cuore dell’inchiesta, secondo quanto emerge, poggerebbe anche su una o più denunce circostanziate. Si ipotizza un canovaccio ricorrente: una richiesta, non troppo velata, di un “contributo” al partito o a figure ad esso riconducibili. In un caso specifico, si parlerebbe di una cifra attorno ai duemila euro, sollecitata per “velocizzare” una pratica edilizia o di altro ambito professionale che si trovava in una fase di stallo burocratico. Circostanze, queste, che necessitano ancora di una rigorosa verifica da parte degli investigatori.

Allo stato attuale, nella fase delle indagini preliminari, non risulterebbero iscrizioni visibili nel registro degli indagati a carico di figure con ruoli pubblici. Tuttavia, non si esclude che tale passo possa compiersi a seguito dei primi accertamenti formali.

Sul piano giuridico, il profilo di reato è ancora in via di definizione. Le ipotesi al vaglio dei magistrati potrebbero spaziare dalla corruzione all’induzione indebita a dare o promettere utilità, fattispecie che caratterizzano spesso inchieste di questa natura. La Procura di Messina prosegue il suo lavoro nel massimo riserbo, ma è chiaro che l’indagine sui fondi di “Sud chiama Nord” è destinata a rappresentare un capitolo significativo nella cronaca politica e giudiziaria siciliana dei prossimi mesi.

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