
Cateno De Luca non ha mai preso tangenti e se lo conosciamo bene possiamo dire con certezza che mai lo farà. Non prende tangenti. Ma contributi.
di Fabrizio Berté
Una manovra geniale per salvare il Comune di Taormina: trasferire i costi più alti all’interno delle neonate società partecipate: “Non possiamo permetterci duplicazioni di costi. Il personale alle dipendenze del Comune di Taormina che svolgeva i servizi ora affidati alle nuove società partecipate passerà alle dipendenze delle stesse società partecipate mediante l’istituto contrattuale che sarà ritenuto più utile”. A dichiararlo è il sindaco di Taormina Cateno De Luca: un vero e proprio genio della contabilità e dei bilanci pubblici. Una rivoluzione? O un metodo per indebitare in futuro le nuove società partecipate? Ma in questo modo il primo cittadino riuscirebbe a contenere l’aumento delle tasse locali sgravando contemporaneamente i bilanci del Comune di Taormina. Senza perdere il suo consenso elettorale nella Perla dello Jonio.
Ma facciamo un passo indietro. A Taormina già c’è un ufficio tecnico-amministrativo e di revisione dei conti ma nonostante ciò Cateno De Luca per convalidare la sua strategia contabile-bilancistica ha ingaggiato un commercialista di grande esperienza sulla contabilità e sui bilanci pubblici: Dario Zaccone. Una nomina predittiva? Un innesto fatto per prevenire eventuali e possibili futuri dissesti del Comune di Taormina o magari delle stesse società partecipate? Chi lo sa. Alternative? Aumentare in maniera esponenziale le tasse locali. Ma questo comporterebbe un’evidente perdita dei consensi.
La Corte dei Conti ha confermato che il costo del lavoro dei dipendenti comunali una volta transitati in una società partecipata andrebbe a carico proprio di chi utilizzerebbe le prestazioni lavorative dell’impiegato: la stessa società partecipata. Di conseguenza il bilancio del Comune di Taormina verrebbe sgravato da moltissimi costi diretti e indiretti e dunque tornerebbe in bonis in brevissimo tempo. Con tutti i costi a carico delle società partecipate e l’utilizzo di contratti di servizio. Un colpo di genio di un mago contabile: Cateno De Luca. Peccato però che a lungo termine la bomba rischia di esplodere. E le nuove società partecipate rischierebbero il dissesto. Ma quando ciò accadrà Cateno De Luca sarà già presidente della Regione Sicilia e cercherà di fare il possibile per evitare il fallimento delle sue creature: le società partecipate taorminesi e messinesi.
Ma apriamo un altro capitolo. Chi finanzia Sud Chiama Nord per le Autonomie? Il movimento politico fondato da Cateno De Luca nell’assemblea del 19 novembre del 2022 ha un lungo elenco di donatori e contribuenti. Ma l’ex primo cittadino di Messina e attuale sindaco di Taormina e deputato regionale risponde alle polemiche. E lo fa alla vecchia maniera: urlando e tremando di rabbia e attaccando i giornalisti e gli oppositori di fronte agli applausi scroscianti della claque: assessori, consiglieri comunali e di circoscrizioni e presidenti e membri di società partecipate messinesi e taorminesi e aspiranti tali. E con una t-shirt con un messaggio rivolto ai detrattori: “Scusate se non prendiamo tangenti”. In una conferenza che Cateno De Luca ha convocato d’urgenza e che sembrava più un comizio elettorale.
Cateno De Luca è stato il miglior sindaco di Messina. È un eccellente amministratore locale. Ma è anche un abilissimo comunicatore e ha preferito la via del depistaggio. Un monologo in cui ha raccontato per l’ennesima volta la sua storia. Ma senza neanche sfiorare i suoi insuccessi politici: da Monza alle elezioni europee con la partecipatissima lista dal nome Libertà. Perché è vero che Cateno De Luca è un uomo libero. Ma negli anni ha mostrato di essere forse leggermente allergico al concetto di libertà di stampa. E ha tramandato questa allergia anche al suo successore Federico Basile.
Cateno De Luca ha parlato a ruota libera: dagli esordi in politica all’attaccamento alla sua terra. Ha raccontato di quando ha fatto il barista e il muratore e di quando ha comprato la sua prima macchina. Ha mostrato le ricevute di pagamento del recente concerto di Vasco Rossi e del parcheggio di Taormina. Perché Cateno De Luca è fatto così. Non prende tangenti e neanche biglietti per i concerti. E anche da sindaco paga il parcheggio. È un politico che non sfrutta mai la sua posizione. Mai è andato a un concerto senza pagare e mai lo farà. Un chiaro riferimento al presidente dell’assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno? Ha parlato anche delle inchieste che lo hanno travolto. Dei tribunali. Dell’arresto. Ma non dei contributi e delle donazioni: il tema per cui aveva convocato una conferenza. Ha depistato. E non accetta che si parli di metodo. Né di sistema. Parole immortalate sulle pagine della Gazzetta del Sud. Ma di questo si potrebbe parlare. Un metodo per ottenere finanziamenti per i movimenti politici che ha fondato. Un metodo legale. Ma sempre di un metodo si potrebbe parlare.
Ma facciamo un passo indietro: tutti i dati sono pubblici. Sul sito di Sud Chiama Nord per le Autonomie e sul sito di Sicilia Vera c’è il portale della trasparenza. E ci sono due elenchi: quello dei contributi e quello delle donazioni. La principale differenza tra il contributo e la donazione risiede proprio nello scopo e nella natura dell’atto. Un contributo è generalmente un versamento fatto per sostenere un’attività spesso in cambio di un servizio o di un beneficio non necessariamente di natura economica. Mentre una donazione è un’erogazione libera e gratuita. Un atto volontario e spontaneo fatto senza alcuna aspettativa di ritorno. Il donatore non pretende nulla. Il contributo spesso e volentieri presuppone invece una contropartita. È l’etimologia delle due parole. Delle due azioni. E nello statuto di Sud Chiama Nord per le Autonomie scritto proprio da Cateno De Luca è chiarissimo il riferimento ai contributi del movimento. Peccato però che in conferenza si sia fatto riferimento solo alle donazioni. Perché?
Ma torniamo ai contributi. E non alle donazioni. Perché il concetto è differente. Perché versiamo i contributi allo Stato? Per avere la pensione? Per raccogliere ciò che seminiamo? È verissimo che Cateno De Luca non ha mai preso tangenti e se lo conosciamo bene possiamo dire con certezza che mai lo farà. Non prende tangenti. Ma contributi. Gli abbiamo chiesto il perché dei due elenchi e il perché spesso tra i donatori e i contribuenti di Sud Chiama Nord per le Autonomie (ma quali autonomie?) e di Sicilia Vera abbiamo trovato gli stessi nomi. Ma quando abbiamo usato la metafora della pensione Cateno De Luca si è alterato: “Siamo lontani da qualunque tipo d’interpretazione – ha detto – Torniamo al senso delle cose. Quello che sta dicendo presuppone che se dò un contributo al partito lo faccio per avere qualcosa in cambio. Ma chi dà un contributo non dà mica una tangente per avere qualcosa in cambio. Lo statuto l’ho scritto io”. Il sindaco di Messina Federico Basile non ha invece detto nulla. Ha solo gesticolato. Come a voler dire: “Ma che stai dicendo?”. E il tesoriere di Sud Chiama Nord Pietro Picciolo? Lui di mestiere fa il commercialista e conosce bene la differenza tra contributi e donazioni: “I contribuenti sono soci che si sono iscritti al partito – ha spiegato Pietro Picciolo che è stato sicuramente più cortese dei due sindaci – I donatori invece non devono necessariamente essere iscritti al partito. Ma se un socio vuole fare una donazione spontanea può farlo. Possono versare a Sud Chiama Nord gli iscritti al partito e può versare chi non vuole vincoli con il partito”. Ma nelle slide il riferimento è stato fatto solo alle donazioni. Un modo per confondere le idee?
Tra i contribuenti però c’è anche chi poi ha avuto incarichi e nomine. Un investimento sul futuro? Una casualità? Un atto di fedeltà? Fatto sta che tra i contribuenti nel novembre del 2023 risultava la Mcn Engineering Srl che avrebbe versato a Sud Chiama Nord 20.000 euro. Come risulta dagli elenchi presenti sul sito ufficiale. Un contributo e non una donazione. Ma si può fare? O può versare un contributo solo una persona fisica? Una persona giuridica può versare un contributo? Inoltre la Mcn Engineering Srl avrebbe un capitale sociale di appena 10.000 euro. O almeno così risulterebbe. Come può una società con un capitale sociale di 10.000 euro e con un piccolo fatturato dare un contributo di ben 20.000 euro a un movimento politico? In un’unica soluzione. O almeno così risulterebbe dagli elenchi presenti sul sito di Sud Chiama Nord. E amministratore, legale rappresentante, responsabile tecnico, progettista e project manager di questa società che ha il domicilio a Taormina e più precisamente in Via Francavilla è Massimo Brocato. Massimo Brocato lo scorso maggio è stato nominato da Cateno De Luca presidente della società partecipata Azienda Patrimonio di Taormina. Ma certamente è stata una casualità. E non finisce qui perché Massimo Brocato è anche tra i donatori spontanei del movimento politico e nel dicembre del 2024 avrebbe donato 10.000 euro a Sud Chiama Nord come persona fisica. A soli cinque mesi dalla sua futura nomina. O almeno questo risulta dagli elenchi presenti sul sito ufficiale.
Presidente della Fondazione Taormina è la giornalista Valeria Brancato che ha donato negli ultimi mesi 5.500 euro a Sud Chiama Nord per le Autonome e che già era esperta della comunicazione del sindaco di Messina Federico Basile a titolo oneroso. Donazioni spontanee.
E poi c’è un altro capitolo anomalo: quello sulla presidente dell’Azienda Trasporti Messina Carla Grillo che già prima era nel consiglio d’amministrazione dell’Atm. Carla Grillo avrebbe versato a Sicilia Vera cifre rilevanti in molteplici date anche prima della sua nomina. Certamente una casualità. Ma in questo caso si tratta di contributi e non di donazioni. E di contributi fatti a Sicilia Vera e non a Sud Chiama Nord per le Autonomie. Peccato che già nell’ottobre del 2023 tutti i politici siciliani di Sicilia Vera si erano già accasati con Sud Chiama Nord per le Autonomie. Lasciando il vecchio partito che di fatto è inattivo.
E poi c’è Francesco Giorgio che lo scorso maggio è stato nominato nel consiglio d’amministrazione della nuovissima Taormina Social City. Nel gennaio del 2023 era stato nominato anche esperto allo sport a titolo oneroso del Comune di Messina e nel giugno del 2023 esperto allo sport a titolo gratuito del Comune di Taormina. Nel luglio del 2024 Francesco Giorgio ha versato come contribuente 3.600 euro a Sicilia Vera. Altra anomalia. Mentre nel 2022 aveva versato sempre a Sicilia Vera 490 euro come donatore.
E poi ci sarebbero tante altre domande da porre. È corretto che la segretaria generale della città metropolitana di Messina Rossana Carrubba che dovrebbe essere una figura neutra e imparziale e che opera sotto la vigilanza del ministero dell’interno faccia donazioni al movimento politico del sindaco di Messina? Rossana Carrubba che aveva tra l’altro già ricoperto diversi incarichi all’interno del Comune di Messina.
Se i donatori e i contribuenti di Sicilia Vera e di Sud Chiama Nord per Autonomie sono i direttori generali del Comune di Messina e delle società partecipate non viene leso il principio dell’indipendenza e dell’imparzialità della pubblica amministrazione? Ricordiamo infatti che anche il direttore generale del Comune di Messina Salvo Puccio che in passato è stato anche ai vertici dell’Amam e che è un fedelissimo di Cateno De Luca e del suo delfino Federico Basile è tra i donatori più assidui.
Ma perché parliamo di anomalie? Va notata una stranezza. Tutti gli ex politici appartenenti a Sicilia Vera sono confluiti nel nuovo movimento Sud Chiama Nord per le Autonomie. Ma Sicilia Vera a quanto pare riceverebbe ancora contributi. E questo risulterebbe dal sito ufficiale di Sicilia Vera. Come mai? Perché un movimento politico che risulterebbe inattivo riceve ancora contributi dai soci di Sud Chiama Nord per le Autonomie? Un paradosso. Questi soldi come transitano da un movimento all’altro? E intanto Cateno De Luca ha già debuttato con un nuovo progetto: Ti Amo Sicilia. Altri contributi all’orizzonte?
E le polemiche non si placano perché a Taormina fa rumore un incarico da 65.000 euro (iva esclusa) per l’influencer messinese Noemi David che in passato avrebbe già ricevuto più di 50.000 euro dall’Azienda Trasporti Messina per una campagna pubblicitaria e per una serie di spot a cui aveva partecipato anche l’attore Nino Frassica (ovviamente a pagamento). Un incarico da 65.000 euro affidato direttamente e senza gara per la gestione della comunicazione del 2025 dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina. La conduttrice e content-creator Noemi David che già a più riprese ha collaborato e continua a collaborare con il Comune di Messina si occupa della strategia informativa dell’Asm: l’atto è stato firmato dal direttore generale facente funzioni Giuseppe Bartorilla e rientra nelle procedure previste dall’articolo 50 del decreto legislativo 36/2023 che consente affidamenti diretti per importi inferiori ai 140.000 euro.










