PAPARDO – Violenza su medici e operatori. E poi c’è il dramma della tossicodipendenza e delle richieste di aiuto irrisolte

I numeri delle aggressioni ai danni di medici ed operatori sanitari in Sicilia pone la regione in prima posizione rispetto alle altre italiane. Lo dicono i dati del SIMES, il sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità che vengono diffusi dal Ministero della Salute. Dati che raccolgono anche tutti i casi di violenza. Così nel 2022, dati ancora parziali, si legge di 20 casi di aggressioni, al pari della Puglia, a cui segue la Toscana con 8 casi. Ben 85 atti di violenza sui medici e gli operatori in Italia nel 2022, in netto rialzo rispetto a quelli del 2021 quando i casi segnalati furono 60. Il caso più recente ne è solo conferma di una tendenza che ha molteplici aspetti e che, in quello recente tocca anche uno dei temi più scottanti e per i quali si tende solo a leggere una “stampa” dispregiativa: la tossicodipendenza. Tema che ha bisogno di attenzione e di proposte, non sole di condanne e cronaca.

L’autore del gesto che nella serata di ieri ha procurato un incendio all’ospedale Papardo, sarebbe un tossicodipendente che, secondo quanto si legge su un giornale on line, peraltro espressione del quotidiano locale, ma anche e soprattutto sulla primaria agenzia di stampa nazionale, come causa scatenante del fatto sarebbe stata la sua “richiesta di droga”.

Ma la “droga” sta per strada e non certo negli ospedali. I farmaci a disposizione dei medici e dei nosocomi sono sostitutivi del veleno spacciato da soggetti senza scrupoli contro i quali non c’è argine, neanche con l’attività incessante di contrasto da parte delle forze dell’ordine.

Il “tossicodipendente”, al quale spesso si associa ancora oggi in modo errato, l’immagine della siringa e del laccio emostatico è un malato a tutti gli effetti. Pertanto la richiesta di aiuto (e non di droga) ha la stessa valenza del paziente in crisi che si rivolge al pronto soccorso. E così dovrebbe essere trattato. Disprezzo, mancanza di ascolto e isolamento procurano solo danno sociale e nutrimento per la cronaca.

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