Maltempo al sud Italia, Curcio riunisce l’unità di crisi. Il maltempo si è spostato in Calabria. Nel messinese 130 interventi dei vigili del fuoco

Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio ha convocato una riunione dell’unità di crisi del Dipartimento per seguire l’evolversi della situazione del maltempo che sta interessando in particolare il sud d’Italia.

Al momento, scrive il Dipartimento in un tweet, in Sicilia vengono segnalate “criticità soprattutto alla viabilità per frane e smottamenti” mentre in Calabria e Puglia si registrano “allagamenti, trombe d’aria e disagi”.

NEL MESSINESE

Sono più di 130 gli interventi che hanno portato a buon fine il personale Vigilfuoco di Messina, a seguito dell’ondata di maltempo che, con forti piogge e intense precipitazioni di ieri pomeriggio, ha colpito la provincia messinese. Nella prima mattinata di oggi, una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata nell’arcipelago eoliano. È stato istituito il COC, con la presenza del Comandante Provinciale DS Ing. Tafaro che è atterrato con elicottero del reparto volo VF di Catania , presso il comune di Lipari. Il personale operativo del distaccamento ha effettuato sopralluoghi in 5 edifici scolastici ed un ponte. Le attività, sul territorio di Lipari, proseguiranno anche nei prossimi giorni secondo le indicazioni del COC.

NUBIFRAGIO SUL CATANZARESE, ALLAGAMENTI E DISAGI

Un violento nubifragio si è abbattuto ieri sera sul Catanzarese, soprattutto sulla fascia ionica, colpendo il quartiere Lido del capoluogo.

La pioggia intensa ha provocato l’allagamento di strade e scantinati.

Diverse le strade sulle quali la pioggia ha trascinato sassi e fango creando disagi alla circolazione. In località Martelletto è esondato il fiume Fallachello. Sul posto stanno operando i Vigili del fuoco, la Polizia locale e personale del Comune. A Cicala il maltempo ha provocato il danneggiamento del depuratore e della condotta adduttrice delle sorgenti. In alcuni comuni del Lametino, sulla fascia tirrenica, come Pianopoli, San Pietro a Maida e Jacurso, a causa della pioggia alcuni torrenti sono arrivati alla soglia massima, ma non ci sarebbero state esondazioni.  

TROMBA D’ARIA NEL CROTONESE, DANNI   

 Una tromba si è abbattuta alle prime ore del mattino sul territorio della provincia di Crotone causando gravi danni ad Isola Capo Rizzuto e nella zona archeologica di Capocolonna. La zona più colpita è stata quella del comune di Isola Capo Rizzuto tra le località da Marinella a Capo Rizzuto. Tetti di case scoperchiati,auto trascinate via per centinaia di metri. Un vecchio traliccio dell’energia elettrica si è abbattuto su un’abitazione in località Le Cannella sfondando il tetto e finendo nel bagno della casa: la famiglia è salva per miracolo Molte abitazioni sono anche senza energia elettrica per via di cavi elettrici rotti dal vento. Il sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto, Maria Grazia Vittimberga, ha immediatamente convocato il Centro operativo comunale. Decine le abitazioni che sono state sfollate autonomamente dai residenti per motivi di sicurezza. “Il nostro territorio è in ginocchio – dice il sindaco Maria Grazia Vittimberga -: tetti scoperchiati, case e auto distrutte, famiglie evacuate. Chiediamo con urgenza l’intervento della Regione Calabria e del Dipartimento di Protezione Civile per una stima dei danni e una pianificazione degli interventi da mettere immediatamente in atto. Nel frattempo stiamo predisponendo la dichiarazione di stato di calamità. Intanto ribadiamo la nostra vicinanza a tutte le famiglie colpite e ripetiamo che siamo a disposizione per ogni forma di aiuto. Siamo già in contatto con le strutture alberghiere per chiedere disponibilità ad ospitare famiglie evacuate”. A Crotone la tromba d’aria ha colpito la zona a sud della costa tra il promontorio di Capocolonna e la località Alfieri. Danni ingenti per diverse aziende agricole con capannoni e serre abbattute dalla furia del vento. Letteralmente spazzate via la casetta dell’Oasi del Martin Pescatore del circolo Ibis, un centro di educazione ambientale realizzato in una struttura confiscata alla criminalità organizzata a Capocolonna. Non si registrano danni, invece, al museo ed alla colonna dorica del tempio di Hera Lacinia.

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