Sindaco Basile aumenta gli stipendi di presidenti e CDA delle partecipate. A solo un giorno dalle dimissioni della Giorgianni… consiglieri comunali e cittadini al palo e zitti

E chi se lo aspettava? Anzi bisognava attenderselo eccome. Ecco che il Sindaco di Messina, con atto “dovuto” perché previsto dalla legge e solo per il 2023, quindi non per la retroattività, dispone un atto di indirizzo con il quale si dispone di aumentare i compensi per ogni presidente e per i componenti dei CDA delle paetecipate. Saranno aumenti che scattano già a partire dalla data di nomina degli amministratori, e quindi hanno effetto non solo immediato ma anche retroattivo. I compensi passeranno dunque a 29.364 euro lordi l’anno per i presidenti e 25.168, 19 euro euro lordi l’anno per ogni consigliere d’amministrazione. 

E dire che solo pochi giorni fa la ex presidente di ARISMè Giorgianni, si era dimessa con forte polemica proprio per aver compiuto lo stesso atto che oggi è lo stesso primo cittadino oggi a disporre, e nonostante la resistenza in giudizio al Tar di Catania del Comune contro quattro presidenti di Quartiere, Cacciotto, Verso, Siracusano e Pagano che chiedono ai giudici amministrativi come mai a loro sono stati negati gli aumenti dato che anche i loro compensi derivano da quelli del sindaco. Due pesi e due misure? La legge lo prevede a partire dal 2023 ma con un’interpretazione che ha visto Messina una delle prime città e dei primi Comuni ad avere amministratori che si sono aumentati lo stipendio. Insomma un bel regalo di Natale per la cerchia di amministratori e collaboratori dello spoil system, alla faccia di un ente in predissesto economico con un piano di riequilibrio tutt’altro che approvato ed ancora in fase di valutazione. Alla luce dei fatti e della storia, la valutazione la chiediamo ai cittadini, anzi agli elettori.. Si attendevano qualcosa di diverso? Insomma, al palo, fermi e zitti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Close