Servizi sociali Milazzo e Messina – Come “una pratica da sbrigare”: Cristo Re diventa comunità per migranti e Saverio, dopo infanzia difficile, oggi è senza comunità per colpa della burocrazia.

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Saverio, di lui diciamo solo il nome, è oggi maggiorenne ma si trova ancora sotto la tutela del Tribunale dei minori di Messina in quanto i servizi sociali dovrebbero occuparsi di lui fino al compimento dei 21 anni.

E’ una storia difficile quella di Saverio che da un’infanzia tormentata con un padre dapprima detenuto ai domiciliari, nonostante fosse accusato e condannato per maltrattamenti e anche altro ed una madre con gravi problemi psichiatrici, si trova affidato ai servizi sociali che lo assegnano a varie comunità fino ad approdare a quella di Cristo Re. La stessa comunità che oggi annuncia il cambiamento di destinazione dichiarando che chiuderà per trasformarsi in centro di prima accoglienza per migranti minori non accompagnati. Una decisione che rischia di segnare ancora una volta il futuro di un giovane che ha fatto di tutto, fino ad oggi, per affrancarsi da un destino gramo e drammatico dal quale i fratelli di Saverio non sono riusciti a tirarsi fuori. Loro, infatti, sono stati tirati giù nel vortice negativo del padre, tra dipendenza da stupefacenti e problemi giudiziari. Saverio è l’unico della famiglia, la mosca bianca, che è riuscito a tenersi fuori da tutto questo, nonostante l’infanzia terribile. Ha quasi completato gli studi superiori, ha una cultura arricchita anche dalle difficoltà a cui ha dovuto far fronte che lo fa esprimere con cognizione di articoli di legge specifici a valere dei suoi diritti. Negati, questi, finora.

LA COMUNITA’ DI CRISTO RE: DON CLAUDIO E IL TUTORE NEGATO

Saverio nella comunità di Cristo Re, come lui stesso dice, aveva trovato “una famiglia” e anche un padre putativo in don Claudio che lo ha aiutato e assistito, oltre che farlo studiare. “Quel tutore che per anni ho chiesto al tribunale dei minori e che mai mi è stato dato” dice Saverio. “Ho fatto tante istanze ma non è mai stato dato seguito alle mie richieste in quanto ai miei genitori è stata solo limitata e non tolta la potestà genitoriale”. Saverio, infatti, è stato allontanato dal suo nucleo familiare per le evidenti difficoltà e incompatibilità ma non è mai stata dichiarata decaduta la potestà genitoriale , per cui Saverio è rimasto incastrato in una situazione in cui è stato costretto ad essere solo pur non essendolo, ma solo sulla carta. Niente tutore quindi, nessuna figura di riferimento alternativa e più costruttiva e utile dei suoi genitori assenti, il padre per reati per i quali oggi è confinato su un’isola delle Eolie e la madre con disturbi cognitivi gravi.

DON CLAUDIO VA A NAPOLI… E CRISTO RE DIVENTA COMUNITA’ PER MIGRANTI

La beffa è, oggi, che Saverio è stato nominato dal Tribunale amministratore di sostegno della madre, ma di tutori per il suo futuro neanche l’ombra. “Padre Claudio lo è stato: mi ha accolto, mi ha permesso di studiare sobbarcandosi personalmente la spesa di docenti privati e presto mi diplomerò, così come mi ha consentito di procedere verso gli esami per il conseguimento della patente. Insomma se io avrò un futuro, dice Saverio, in gran parte lo dovrò proprio a padre Claudio di Cristo Re“. Ma oggi padre Claudio è a Napoli, trasferito dalla Curia, in quanto, come abbiamo detto, la comunità di Cristo Re si trasformerà in prima accoglienza per i minori non accompagnati. Non ci sarà quindi più posto per Saverio.

UNA NUOVA COMUNITA’ PER SAVERIO

Da mesi il Tribunale ha ordinato che, vista la mia tutela fino al ventunesimo anno, io sia affidato ad una nuova comunità. Ma ad oggi i servizi sociali di Milazzo, per comune di residenza, e di Messina non sono riusciti a trovare una comunità disponibile ad accogliermi. Il problema è la mia età ma anche il sistema che tratta chi ha bisogno come una pratica di sbrigare. Così come un fascicolo, dopo le risposte negative delle comunità messinesi, adesso rischio di essere trasferito a Catania. Ciò comporterà perdere ogni progresso fatto: non potrò completare i miei studi, non potrò conseguire la patente e non potrò portare avanti i miei progetti lavorativi. Sarò nel limbo fino ai miei 21 anni“. Le comunità messinesi hanno risposto, infatti, adducendo problemi relativi alla maggiore età di Saverio o al fatto che semplicemente non hanno posto. Ma il Tribunale dei Minorenni ha disposto che i Servizi Sociali risolvano la “pratica Saverio” ed entro un termine ben preciso, durante il quale lui è costretto a risiedere in quello stesso ambiente dal quale era stato allontanato per problemi gravi durante l’infanzia. Un ritorno alle origini, quelle difficili e pesanti, dalle quali Saverio ha fatto di tutto, fino ad oggi, per affrancarsi. Anche protestare in modo plateale, tanto da farsi portare via di peso. Ciò gli ha comportato una sbrigativa definizione di “ragazzo difficile”.

Ma la cosa davvero difficile è salvarsi dal destino, da un futuro non desiderato e dal sistema che, ancora una volta dimostra di non essere all’altezza. L’appello è per il Sindaco di Milazzo, Pippo Midili, ma anche per il Sindaco di Messina Federico Basile che Saverio dice di aver contattato ma senza esito (“ho contattato anche Cateno De Luca”)…

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