RAPINA ALLA “VILLETTA ROYAL”. LA POLIZIA DI STATO ARRESTA DUE DEI TRE PRESUNTI AUTORI E SOTTOPONE IL TERZO A FERMO

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I poliziotti delle Volanti e della Sezione Polizia Ferroviaria di Messina hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di due cittadini di nazionalità egiziana e, successivamente, al fermo di polizia giudiziaria del terzo presunto autore, anch’esso egiziano. I tre, di cui due minorenni, sono ritenuti responsabili del reato di rapina aggravata in concorso. I fatti risalgono a domenica scorsa, quando i tre avrebbero aggredito con calci e pugni un connazionale all’interno del giardino pubblico limitrofo alla Stazione Centrale (cosiddetta “Villetta Royal”) e, appurato che non avesse con sé denaro contante, lo avrebbero rapinato del telefono cellulare. Lo stavano ancora accerchiando quando i poliziotti delle Volanti, impegnati nel controllo del territorio ed allertati da una cittadina, giungevano prontamente sul posto circondando l’intera area unitamente a personale della locale Sezione di Polizia Ferroviaria, frattanto giunta in ausilio. I presunti autori della rapina hanno tentato la fuga, scappando verso Piazza della Repubblica dove due sono stati raggiunti e bloccati dagli operatori di Polfer e Volanti, mentre il terzo si dileguava facendo perdere le proprie tracce. Dopo l’arresto di due dei tre protagonisti della vicenda, le successive ricerche condotte dai Poliziotti delle Volanti portavano all’identificazione del terzo soggetto che veniva rintracciato il giorno successivo nei pressi della fermata del tram di Piazza Cairoli e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. L’autore maggiorenne, su disposizione del Sostituto Procuratore di Turno presso il Tribunale, veniva associato alla Casa Circondariale di Messina-Gazzi, mentre i due minori, su disposizione della Procura presso il Tribunale per i Minorenni, venivano associati presso il Centro di Prima Accoglienza di Catania. Si precisa che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari e che, in ossequio al principio di non colpevolezza e fino a sentenza di condanna passata in giudicato, sarà svolto ogni ulteriore accertamento che dovesse rendersi necessario, anche nell’interesse degli indagati.

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