Onorevoli “in servizio” – Davide Faraone e la visita ai Mangano, “Chiamerò il sindaco. La casa per loro è un diritto e segno di civiltà”

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La visita di ieri dell’onorevole Davide Faraone a casa dei signori Mangano e ai loro due bambini autistici gravi deve essere stato come un fulmine a ciel sereno per l’amministrazione comunale di Federico Basile, sindaco di Messina. La stessa amministrazione che nonostante le segnalazioni di Cittadinanzattiva, delle associazioni di familiari di bambini autistici e della stessa signora Mangano, non è riuscita a risolvere il problema di una famiglia in emergenza abitativa gravissima e sotto sfratto. Si è preferito pagare un albergo e tamponare un problema che la prossima settimana ritorna ad essere ancora una volta emergenza. E tutto questo nel completo, ribadiamo, completo silenzio di altra stampa. Tranne la nostra il più delle volte scomoda e perniciosa.

Ma ecco che adesso i riflettori si accendono: se non è bastato un coltello puntato alla propria gola da parte di una madre disperata, c’è voluta la visita di un parlamentare che, ricordiamo, è anche e soprattutto il presidente della Fondazione Italiana Autismo. Così il silenzio adesso si scioglie come neve al sole e lascia intravedere i buchi di un sistema, quello dei servizi sociali, che non è riuscito a raccogliere, anzi ad ascoltare seriamente e compiutamente, il grido di dolore e di disperazione di una famiglia che è allo stremo, alla quale poco si può dare per i due figli autistici gravi e mai fermi, e che spesso non dormono, se non quello che è un loro diritto. Qualcosa che fino ad oggi non è arrivato.

Davide Faraone ha scritto un post sulla visita di ieri che probabilmente tappa la bocca ai giudici da quattro soldi che hanno osato fare ironia sulla sua visita, ipotizzando addirittura che dietro la visita ci fosse “la solita passerella” e che dietro il nostro nome, vocedipopolo, ci fosse “chissà quale partito o politico. Speriamo che qualcuno risponda”. Ecco la risposta: l’onorevole Davide Faraone, del quale non ci interessa neanche a quale corrente politica appartenga, evidentemente ieri ERA IN SERVIZIO, a differenza di chi, nonostante una madre si puntava un coltello alla gola per i propri figli, ha declinato l’invito a intervenire asserendo, come dicono ben tre testimoni, di non essere “in servizio”. Come se un rappresentante del popolo potesse mai appendersi al collo un cartello, come un ascensore o un wc, con scritto “fuori servizio”.

Il post di DAVIDE FARAONE

“Ogni tanto ho l’impressione che il mio lavoro sia un po’ quello di chi prova a svuotare il mare con un bicchiere, ma è solo un attimo di scoramento, poi mi rendo conto che non è così e quindi testa bassa e avanti tutta.

È vero gli episodi di disperazione sono tanti nel mondo della disabilità, servono soldi, servono leggi, servono atti amministrativi e serve soprattutto una cosa complicata da trovare in giro: la sensibilità.

A Messina, nella vicenda che vi racconterò, la sensibilità è dispersa.

Mimma e Francesco sono mamma e papà di Samuel e Daniele, due bambini autistici di 10 e 9 anni, nati con un solo anno di differenza, ambedue con una gravissima disabilità.

Abbiamo fatto una foto, il fotografo ha proprio dovuto cogliere l’attimo, i bambini sono iperattivi.

Vivono in una casa di 50 mq, senza abitabilità, con luce ed acqua che arrivano ogni tanto e grazie ad allacci di fortuna. Non pagano l’affitto da mesi e, quindi, con provvedimento di sfratto esecutivo.

Il Comune ha provveduto a trovare una sistemazione provvisoria presso un residence, ma la famiglia da tempo chiede legittimamente una sistemazione dignitosa e che tenga conto delle esigenze derivanti dalle difficoltà di gestione di due bambini autistici gravi.

Sono andato a trovarli, nella casa che dovranno lasciare a breve, perché sfrattati, ci stanno di giorno, fino a quando non va via la luce, i bambini hanno i loro spazi, le loro abitudini.

Poi la notte vanno a dormire presso il residence messo a disposizione dal Comune…dormire si fa per dire, visto che soffrono di disturbi del sonno, una delle tante conseguenze dell’autismo.

Chiamerò il sindaco, l’assegnazione di una casa è un loro diritto, è il segno che viviamo in un Paese civile.

Vi terrò informati”.


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