La disperazione di Mimma Mangano, madre di due bimbi autistici in una casa senza agibilità. “Ieri volevo farla finita. Nessuno ci ascolta”. L’intervento dei Carabinieri

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Mimma Mangano e suo marito combattono una battaglia “normale” contro la sindrome dello spettro autistico in un “ordinario” silenzio tutto messinese. Anzi, solo messinese. In città ormai da tempo le associazioni di genitori e dei familiari di portatori di disabilità, gravi come quella dell’autismo, chiedono a viva voce di parlare con il Sindaco, con l’Assessore al ramo, Alessandra Calafiore, ma il silenzio o, peggio, il mezzo silenzio, come tradizione messinese, è l’unica risposta che ricevono.

Così nella giornata di ieri, intorno alle 13, mentre le altre famiglie, quelle “normali” si siedono a tavola, Mimma Mangano ha impugnato un coltello e ha minacciato di farla finita. A scatenare il suo eccesso di disperazione, oltre il fatto di combattere una lotta senza speranza per i propri due figli autistici, il fatto che nella sua casa improvvisamente non c’era più né luce né acqua. Il motivo risiederebbe nel fatto che nella casa dove risiede e anche in alcune vicine l’energia elettrica è intestata al cantiere, così come l’acqua. Un cantiere che ha terminato i suoi lavori il 4 novembre scorso e che, pertanto, ha provveduto a cessare i contratti. Energia elettrica e acqua che erano stati fino a quel momento debitamente pagati in quota dai residenti ma che adesso è necessario che si provveda a contratti personali per poterla riattivare . E questo comporta tempo. Cosa che Mimma Mangano non ha.

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UNA CASA NON AGIBILE

Come si può vivere in una casa che non ha acqua e luce con due bambini autistici non verbali che un più usano i pannoloni?” dice la Mangano. Mimma Mangano, che peraltro è sotto sfratto da una casa che per tre anni ha pagato 680 euro al mese, ha anche scoperto ieri, con l’intervento dei carabinieri, che non è agibile…Abbiamo smesso di pagare perché non ci arriviamo” dice “Ma non sapevo non fosse agibile“. Così i Carabinieri intervenuti ieri per il pericolo imminente che la donna si togliesse la vita, hanno anche segnalato la non agibilità dell’abitazione locata alla signora Mangano.

La calma ieri è tornata solo grazie all’intervento di Angela Rizzo di Cittadinanzattiva Messina, di Marco Bonanno, presidente dell’Associazione di genitori di bambini autistici, “Bambini Speciali”, e soprattutto grazie all’intervento del Luogotenente Gaetano Ilacqua, comandante della Stazione di Messina Arcivescovado dei Carabinieri. Con fermezza e grande umanità il militare ha convinto la donna a desistere dal suo proposito. Ma soprattutto è riuscito a contattare il dirigente del Comune De Francesco che ha temporaneamente risolto il problema della signora e della sua famiglia trasferendola presso un albergo del centro. Una situazione temporanea che non risolve, però, i veri problemi sul tavolo.

QUEL FILO DI SPERANZA DI CONFESERCENTI

Intanto si registra anche la disponibilità della Confesercenti di Messina, che ha la sede adiacente all’abitazione inagibile della signora Mangano. “Grazie alla Confersercenti siamo riusciti a riattaccare la luce, ma rimaniamo comunque senz’acqua e con una casa inagibile” specifica la Mangano. Un filo volante che parte dalla sede della Confesercenti ha infatti risolto, anche qui temporaneamente, il problema di poter accendere la luce e di salvare il contenuto del frigo. Un atto da buon Samaritano avvenuto spontaneamente e non dovuto che fa onore all’associazione degli esercenti messinesi.

“Siamo in attesa di un alloggio da parte del Comune ormai da tempo, ma il problema è che ,vista la patologia dei miei due figli, abbiamo bisogno di una casa che sia situata al pian terreno. I miei due figli sono sempre in movimento e non parlano, spesso gridano per comunicare e non possiamo dare fastidio a condomini che abitano sotto”. Ma finora il solito silenzio è stata la risposta. Anche ieri. Anzi, in questo caso, un “mezzo” silenzio. Nessuno dei Servizi Sociali ha chiamato o è intervenuto nell’immediatezza dei fatti e durante l’intervento dei Carabinieri avvenuto alle 13. La chiamata è giunta solo intorno alle 18 a situazione risolta dal dirigente comunale. A chiamare la signora un’assistente sociale del Dipartimento Politiche Sociali del Comune che ha “garantito la disponibilità del Dipartimento”. “Non mi ha chiamata l’assessore” sottolinea Mimma Mangano.

DISABILI SENZA PROGRAMMAZIONE E INASCOLTATI- L’INCONTRO DEL PROSSIMO 9 NOVEMBRE

“Abbiamo necessità che i servizi per i disabili vengano cuciti su misura di ogni disabile, non certo sulle necessità di occupazione delle società partecipate del Comune” dicono coralmente Angela Rizzo e Marco Bonanno. “Il caso della piscina comunale non a norma per i disabili e nella quale mio figlio autistico non può entrare, a differenza di tutti gli altri bambini “normali” è un esempio di come si fanno le cose a Messina”. A metà, diremmo noi. Perché in tutto ciò di “normale” non c’è davvero nulla. La speranza adesso risiede nell’incontro tra Sindaco, assessore e famiglie e associazioni che dovrebbe avvenire il prossimo 9 novembre nel salone delle Bandiere al Comune di Messina. La speranza è che non sia anche questo un “mezzo” silenzio.

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