Il turismo a Messina? Meno presenze (92570) che a Campofelice di Roccella (260.000)… Gioveni, “Una verità che amareggia”. E Caruso cosa intende fare?

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“L’ultimo allarmante report dell’Osservatorio del turismo della Regione Siciliana che esclude la città di Messina addirittura dai primi 30 comuni dell’isola per numero di presenze, ci deve lasciare sgomenti e soprattutto deve servire da monito a questa Amministrazione per ridurre il gap con realtà ben più piccole!”

Con queste parole il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, giudica una autentica “batosta” quella presa dalla nostra città in un campo che invece, per le potenzialità e risorse presenti, dovrebbe invece rappresentare quasi un fiore all’occhiello.

Gioveni vede “di buon occhio anche l’iniziativa del “Meeting per il turismo” annunciato ieri dal sindaco con la partecipazione di tutti gli attori – afferma Gioveni – ma è chiaro che questo può e deve essere solo l’inizio!”.

La verità dei dati è impietosa: “Leggere che Messina con le sue 92570 presenze è ben al di sotto, oltre che di Palermo e Catania, anche di Comuni ben più piccoli come Licata, Marsala, Augusta, Pollina le cui presenze oscillano fra le 100.000 e le 200.000 o addirittura di Campofelice di Roccella o Aci Castello che hanno toccato le 260.000 presenze, o la stessa Ragusa che tocca il mezzo milione di presenze, non può non farci amareggiare, facendoci fare anche un mea culpa perché negli anni, per esempio, non si sono portate avanti delle iniziative già avviate, nonostante i solleciti giunti da più parti (il sottoscritto compreso) alle varie Amministrazioni”.

“Penso per esempio – ricorda il consigliere – al progetto del Museo delle Machine festive rimasto allo stato embrionale su cui aveva lavorato l’arch. Principato, che doveva raccogliere tutti i cimeli storici della nostra città in un’unica grande struttura da rendere attrattiva.

Ma possono essere tanti altri i percorsi da sviluppare – insiste l’esponente di FdI. Fra questi: una più incisiva valorizzazione dei nostri preziosi e antichi forti (ci aggiungo anche la storica galleria Santa Marta e l’ex Polveriera di Bisconte), rendendoli mete per i nostri croceristi, oppure per questi ultimi, tentare di modificare il Piano Regolatore del Porto nella zona dell’area fieristica per poter far sbarcare le navi direttamente in una zona su cui si potrebbe creare un volano non indifferente per la nostra economia coinvolgendo tutti i nostri esercenti e imprenditori”.

“Per non parlare, oltre che del nostro Duomo il cui orologio è ben più affascinante di quello più famoso della lontana Praga, anche del nostro bellissimo cimitero monumentale, del prezioso sacrario di Cristo Re che per fortuna già delle associazioni stanno attenzionando, della nostra suggestiva foresta di Camaro, delle nostre bellissime riserve naturali come il lago di Ganzirri, nonché dello stesso Museo regionale che evidentemente non può non rappresentare una priorità.

Insomma, potrei ancora continuare perché di carne al fuoco ce n’è davvero tanta – conclude Gioveni – e mi auguro vivamente che anche la nostra Commissione consiliare che si occupa di turismo e cultura (rappresentativa della città) possa essere coinvolta nel futuro Meeting del maggio prossimo affinché possa dare un proprio contributo; naturalmente, al netto del mancato invito all’incontro di ieri, sono sicuro che ci sarà”.

Una domanda, in ultimo, la facciamo noi: cosa ne pensa l’assessore alla Cultura Caruso? Come è potuto accadere vista la super produzione dell’assessore di mostre, meeting, viaggi a fiere ed inviti di rappresentanze? Cosa intende fare l’assessore, alla luce del fatto che di dimettersi certamente non se ne parla e che non siamo certo noi a doverlo chiedere? Ma visto che nessun altro lo chiede…

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