ARS: si comincia all’insegna del disaccordo. La “rottura” Micciché

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Micciché è “ondivago”. Dall’accordo al disaccordo in poche battute. Anche oggi che l’ARS si insedia e giura con i suoi nuovi 70 parlamentari. Proprio oggi l’onorevole Micciché, ancora in dubbio sul futuro all’ARS o a Palazzo Madama, rompe con il nuovo Governo regionale e lo etichetta “peggiore” di quello di Musumeci. Un Governo, quello passato, che Micciché dice di aver “subìto”. “Peggiore” quello di Schifani perché il neo Presidente “non ascolta, non me, ma Silvio Berlusconi”. Il lamento di Micciché passa per la presidenza dell’ARS che molto probabilmente sarà di Gaetano Galvagno da Paternò, meloniano di ferro, larussiano “doc”, ma soprattutto, tra i fondatori di FdI. Non c’è quindi alcuna sponda possibile in favore di Forza Italia né tanto meno per quel che riguarda l’assessorato alla Sanità che non andrà “alla donna” indicata da Micciché. Insomma un “no” su tutta la linea che non piace all’onorevole Micciché che, in linea con le prime battute di Silvio Berlusconi, si pone come l’elemento critico di un’Assemblea Regionale Siciliana che deve esprimersi, come primo atto, per quanto riguarda proprio la presidenza. Dopo per la Giunta. Potendo così cominciare a parlare di doveri e diritti, di attuazione dei programmi, degli interessi dei siciliani e non certo di quelli di bandiera o delle promesse tra compagni di partito. Cose queste, che possono venire solo dopo e solo nell’interesse dell’elettorato e dei siciliani tutti.

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