Nino Germanà contro il numero chiuso per la facoltà di “Medicina e Chirurgia”



Sono 65.378 gli aspiranti camici bianchi che oggi affronteranno il test d’accesso alla facoltà “Medicina e Chirurgia” e si contenderanno i 16.070 posti disponibili, 14.740 per Medicina, 1.330 per Odontoiatria. Ce la farà solo uno su quattro. Diventa sempre più evidente, dunque, quanto sia assurdo mantenere il numero chiuso per l’accesso alla facoltà, in un Paese in cui mancano i medici.

Reparti, se non interi presidi sanitari, chiusi per mancanza di medici e personale sanitario in generale, eppure nessuna azione concreta è ancora stata fatta a favore dei nostri giovani talenti. Molti di loro, sono destinati ad essere tagliati fuori dal sistema del numero chiuso, motivo per cui andranno a studiare all’estero, per non fare quasi mai ritorno.

Lo Stato spende moltissimi fondi per istruire ognuno di noi, che ad un certo punto della propria vita diventerà motore del tessuto produttivo della nostra società con le capacità e le competenze acquisite nel corso del percorso scolastico, ma proprio nell’ultimo tratto, quello universitario e delle specializzazioni, l’Italia perde alcuni dei propri cervelli migliori per regalare questo patrimonio ad un altro Paese.

È arrivato il momento di arginare questa situazione applicando un nuovo modello organizzativo, ad esempio, garantendo il libero accesso al primo anno per tutti e poi valutare la prosecuzione in base ai voti e al merito. Si può fare organizzando gli spazi della facoltà in maniera differente, lo fanno già diversi Paesi europei, tra cui la Francia. Sono al fianco dei giovani italiani nella battaglia per il libero accesso alle facoltà, ma che sono costretti, ancora una volta, a subire quella che ormai tutti consideriamo un’ingiustizia, non soltanto nei loro confronti, ma per l’intera cittadinanza italiana.

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