Caro bollette: mentre si attende l’Europa, le aziende chiudono. La Germania risolve da sé

La Germania sceglie di fare da sola. E la Commissione Ue si adegua, e fa poco. Non si arriverà a un tetto generalizzato al prezzo del gas, come proposto da Italia, Francia e altri 13 stati membri, perché Berlino farà in autonomia il proprio tetto, all’interno di un pacchetto da 200 miliardi di euro. Il tetto a livello europeo potrà esserci solo per il gas russo, e ormai è sostanzialmente inutile visto il drastico taglio delle forniture, o al massimo per il gas utilizzato per la produzione di elettricità.

La Meloni insiste sulla necessità che si trovi la quadra con l’Europa. “Di fronte alla sfida epocale della crisi energetica serve una risposta immediata a livello europeo a tutela di imprese e famiglie. Nessuno Stato membro può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune, neppure quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario. Per questo l’auspicio è che nel Consiglio Europeo sull’energia di domani (oggi ndr.) prevalgano buon senso e tempestività. Su questo tema di vitale importanza per l’Italia confido nella compattezza di tutte le forze politiche”.

Ma la scelta della Germania, anche se irrita l’uscente premier Draghi e complica lo scenario europeo circa la definizione di un tetto al prezzo del gas, passando per la separazione delle tariffe di gas e luce, si dimostra al momento l’unica capace di arginare una crisi energetica e un rischio crollo dell’economia reale che nei fatti si sta già determinando. Con le tariffe attuali anche decuplicate e con gli ulteriori aumenti annunciati, le aziende, soprattutto al Sud, rischiano di chiudere battenti in solo un mese.

Comune di Messina – Rette, tributi e imposte, moratoria per famiglie e riduzioni per le imprese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to top
Close