Spadafora, Pistone “il sindaco Venuto continua a mortificare gli imprenditori Spadaforesi. Ditte in regola con Durc e Mepa. Perché lavori affidati fuori città? Basta arrampicarsi sugli specchi”

Continua a tenere banco a Spadafora la vicenda relativa all’assegnazione diretta ad una ditta di Roccavaldina dei lavori di adeguamento degli impianti di climatizzazione non funzionanti del Comune.

L’opposizione con una interrogazione urgente a risposta scritta ha chiesto chiarimenti circa l’affidamento diretto dei lavori alla ditta non di Spadafora, per circa 50 mila euro. In particolare il gruppo consiliare “Rinasce Spadafora” aveva evidenziato come il non aver considerato la possibilità di affidare tali lavori alle ditte esistenti nella cittadina costituisce una vera e propria “mortificazione” nei confronti degli imprenditori Spadaforesi da parte dell’amministrazione comunale.

Ma il sindaco Tania Venuto non ci sta e fornisce la sua versione alla Gazzetta del Sud nell’articolo odierno. In particolare la Venuto dichiara che “I consiglieri (di opposizione ndr.) dovrebbero sapere che le ditte, per lavorare nella Pubblica amministrazione hanno bisogno del Durc in regola e soprattutto devono essere iscritte nella piattaforma del mercato elettronico della PA”, il cosiddetto MEPA. Una giustificazione che però contribuisce ad esacerbare ancora di più la reazione dell’opposizione e delle aziende spadaforesi.

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Il sindaco Tania Venuto, commenta Lillo Pistone di “Rinasce Spadafora, a nome dell’amministrazione comunale, continua non solo a mortificare le aziende Spadaforesi ma adesso quasi le insulta lasciando intendere che a Spadafora non vi siano ditte in regola con il Durc e iscritte al MEPA. Ciò non solo non è veritiero ma è gravissimo. Non risponde al vero perché con carte alla mano siamo in grado di dimostrare che a Spadafora le ditte che potevano essere affidatarie di tali lavori in quanto in regola con Durc e Mepa ci sono eccome, e dall’altro è gravissimo perché il sindaco Venuto pur di giustificarsi non ha indugiato un attimo a quanto meno sminuire la capacità dei nostri imprenditori. Una vicenda dai risvolti spiacevoli che, a questo punto, necessita come non mai di chiarezza circa l’opportunità della scelta dell’amministrazione di rivolgersi fuori Spadafora. E visto che noi consiglieri dell’opposizione oltre a sapere benissimo che è necessario il Durc e l’iscrizione al Mepa per operare con l’amministrazione pubblica, svolgiamo il nostro lavoro ispettivo previsto dalla nostra funzione di consiglieri comunali, intendiamo sapere con urgenza dal Sindaco e dall’amministrazione comunale, perché questi 50 mila euro di stanziamento del Ministero, sono finiti fuori dalla nostra città. Basta giri di parole e specchi sui quali arrampicarsi” conclude Lillo Pistone.

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